AGROPOLI

L’ESAME DEL VOTO AD AGROPOLI

DI SERGIO VESSICCHIO

io editoriale (1)E’ d’obbligo fornire una valutazione sul voto europeo ad Agropoli. Una buona affermazione del PD, del resto avutasi in tutta Italia, tuttavia lontana dalle percentuali bulgare che Alfieri ha avuto in varie tappe elettorali in qualità di esponente del PD. Ad Agropoli la tenuta di F.I., poco meno di 1.700 voti, è discreta considerando che si paventavano forti erosioni da parte del NCD, pronosticabile dall’impegno in tal senso di esponenti molto votati provenienti dalle fila berlusconiane e considerando che nella capitale del Cilento nessuno ha profuso impegni particolari per guidare il partito. I grillini al 22 per cento assolutamente lontani dalle previsioni, finanche quelle più pessimistiche, alcune ricorrenti addirittura vedevano i 5stelle come la formazione politica più votata. In realtà i voti ai grillini ad Agropoli, e in fondo in tutta Italia, sono assolutamente inferiori alle previsioni, una sorta di flop generalizzato.Già stanotte su giornali on line si parlava di dimissioni di Grillo considerando che l’obiettivo minimo che si era prefissato era quello di prendere almeno un voto in più del PD.Ad Agropoli Fratelli’d’Italia prende un pugno di voti, insufficienti nel numero addirittura per eleggere finanche un unico consigliere comunale. Ancora un grande fallimento politico-elettorale di Mario Capo e dello stesso Pasqualino di Luccio.E’ vero che il partito pure su base nazionale non ha sfondato tuttavia Capo e Di Luccio hanno goduto e godono(?) di sponsor politici unici e influenti, cioè la Presidenza della Provincia governata da Cirielli e poi Iannone, rarissimo caso, forse unico, di Ente provincia retta da esponenti di Fratelli d’Italia.A livello numerico discorso equivalente può farsi per il NCD, i voti ottenuti sono molto al di sotto delle aspettative .Il flop agropolese di Fratelli d’Italia e il risultato non ottimale del NCD sono ancor più tangibili se si tiene conto che le consultazioni europee sono un voto che non appassiona e vincola la gente e quindi raccogliere voti e mobilitare consensi è molto più semplice ed agevole rispetto alle politiche o alle amministrative ed inoltre si poteva corteggiare un sacco di indecisi o persone che poi hanno deciso di non votare.