AGROPOLI

L’ODISSEA OLTRE SALERNO di Andrea Passaro

CILENTANA  Strade interrotte per frane o totalmente impraticabili da anni; servizi ferroviari insufficienti per pendolari e turisti. L’estate 2016 per la provincia di Salerno è un film già visto per coloro che devono spostarsi in auto o in treno ovunque ma soprattutto da e verso il Cilento. Un’area con luoghi incantevoli irraggiungibile per le condizioni dei trasporti. Il quadro, a solo pensarci fa rabbrividire.Il caso Cilentana. Chi sceglie il Cilento quale meta delle proprie vacanze, infatti, deve fare i conti con una viabilità che cade, letteralmente, a pezzi: parliamo della Cilentana, la strada a scorrimento veloce che collega Alto e Basso Cilento. Ormai da tre anni e mezzo la strada provinciale 430, a causa di due frane, resta interrotta e quindi inaccessibile tra Agropoli e Prignano Cilento. Risolta la prima frana, dopo un’attesa di un paio di anni, la seconda, quella occorsa al viadotto “Chiusa” è ancora in corso di risoluzione. Intanto chi vuole giungere nelle località costiere da Ascea fino a Sapri deve farlo percorrendo la Provinciale 45: una strada interpoderale, oggi divenuta unica alternativa più “rapida” per collegare Agropoli con la Cilentana. Definire “rapida” la Provinciale 45 in verità è un eufemismo se si considera che parliamo di una strada con corsie strettissime che mancano di segnaletica orizzontale, contraddistinta da dislivelli e frane costanti oltre a strettoie improvvise mal segnalate. Inoltre la manutenzione è carente e a chi la percorre sembra di essere diretto in una qualsiasi strada di campagna, senza uscita. E poi c’è il problema dei camionisti: sulla strada in questione considerata la sua larghezza minima vige il divieto di transito per mezzi con portata superiore a 35 quintali e a chi trasporta materiale esplosivo. Di fatto il divieto viene ignorato e questi bestioni causano code chilometriche e disagi.L’incubo treni. Non va meglio per chi sceglie il trasporto su ferro: i treni che collegano il Cilento con il resto della Campania sono assolutamente insufficienti, con alcuni regionali che sembrano essere usciti da pellicole anni Cinquanta. Le carrozze infatti sono obsolete, molto spesso prive di aria condizionata e con un numero di posti insufficiente rispetto ai passeggeri che, molto spesso, pur pagando il costo del biglietto, sono costretti a viaggiare in piedi. Intanto ieri Trenitalia, relativamente ai treni regionali, ha fatto sapere nel 2016 c’è stato un «aumento complessivo di corse pari a tremila treni circolati in più rispetto allo stesso periodo 2015». Inoltre sono più puntuali: «La percentuale sale al 92,3% al mattino e si attesta all’88,4% nella fascia pomeridiana».La beffa dei bus sostitutivi. L’alternativa ai treni è costituita dagli autobus sostitutivi: ne sono stati attivati diversi per l’estate 2016 dalla Regione in collaborazione con il ministero del Turismo: si tratta dei bus Italo (18 giugno-12 settembre 2016) e Trenitalia (8 luglio-11 settembre) che collegano i paesi compresi tra Paestum e Sapri alle città del Centro-Nord Italia, ma molto spesso gli orari sono sballati e i viaggiatori che giungono in stazione e contano di trovare un bus che li porti a destinazione, magari in quei luoghi sprovvisti di stazione ferroviaria, rimangono delusi. In pratica gli orari dei bus non tengono conto, in alcuni casi, degli arrivi dei treni e quindi in alcune fasce orarie i collegamenti restano scoperti.Il metrò dei desideri. Altro palliativo è costituito dalle linee marittime che collegano il Cilento con la costiera amalfitana e Capri. Anche qui però c’è un “ma”: le corse non sono quotidiane e alcuni porti sono tagliati fuori dalle rotte principali, senza contare i disagi vissuti dai passeggeri perché alcuni Comuni non hanno ancora provveduto a installare idonee pensiline e sale di attesa dove far attendere gli utenti al fresco in attesa del metrò. Con alcuni paradossi. Da Agropoli, portoprincipale del Cilento, non si può raggiungere Capri. Per arrivare all’isola partenopea c’è una coincidenza da Amalfi o Positano pagando un sovrapprezzo sul costo del biglietto. Ma nel trovare la coincidenza giusta il tempo per godersi l’isola resta davvero minimo.Andrea Passaro

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.