AGROPOLI

MARINA DI CAMEROTA,DOPO LA MORTE DEL GIOVANE PER LA CADUTA DEL MASSO AL CICLOPE ESPLODE LA POLEMICA,TUTTI CONTRO TUTTI

LA PROCURA HA APERTO UN’INCHIESTA

CICLOPE 1CAMEROTA. L’ultimo appello di don Gianni Citro al sindaco Romano c’è stato lunedì mattina: «Non volevo che la serata si svolgesse – racconta il prete di Marina di Camerota – Nulla di personale contro i proprietari della struttura ma lo stato di pericolo della grotta era risaputo». Già, la sicurezza: uno dei punti più importanti da chiarire nell’inchiesta aperta dalla Procura di Vallo sulla tragedia al “Ciclope”.Don Gianni si affida alla rete per far sentire la sua voce: «Non doveva succedere. Nessuno lo avrebbe mai voluto – scrive sulla pagina del Meeting del Mare – nè i gestori della discoteca, nè i responsabili della sicurezza, nè quelli che, con inaudita fiducia, hanno sempre rilasciato “legittime” autorizzazioni, fidandosi ciecamente di una natura che è madre ma anche matrigna a volte».

Video: il sopralluogo dei carabinieri

Don Gianni ci va giù duro. «La tragedia di stanotte – spiega il sacerdote – poteva essere evitata. Evitata da chi da anni ignora i pericolosi crolli di massi dalla pareti di quella grotta. Evitata da chi da sempre ignora il suo dovere di tutelare la salute della gente, prima che gli interessi privati di certi imprenditori. Evitata da chi ripetutamente ha fatto finta di niente per non intralciare l’attività della discoteca. Evitata da chi ieri notte non ha pensato di fermare la serata nonostante le minacce di un nubifragio». «L’incasso di una notte – denuncia ancora il parroco – ancora una volta vince sul pericolo di una vita. Sono anni che urlo al vento questo pericolo e invoco l’attenzione delle autorità competenti. Sono stato ignorato, maltrattato, insultato, minacciato. Non è stata la natura ad uccidere quel ragazzo, ma chi ha ignobilmente evitato di ascoltarne la ribellione».

Il racconto dei testimoni: “Eravamo come topi in gabbia”
«In questo momento – sottolinea il primo cittadino di Camerota, Antonio Romano- bisogna attendere il lavoro della magistratura che indicherà se ci sono eventuali responsabilità. Purtroppo la vita giovane si è spezzata e quindi dobbiamo essere vicini ai genitori».

 

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.