AGROPOLI

MONTECORVINO ROVELLA,GANCARLO E SONIA DI FRANCESCO SONO CROLLATI NELLA NOTTE AMMETTENDO L’OMICIDIO DEL PADRE

Il giallo di Occiano. Botte al padre durante una lite in casa a Montecorvino Pugliano. Bruciano il cadavere e poi confessano il patricidio ai carabinieri: “Vessazioni su di noi per anni”

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IL POSTO A OCCIANO DI MONTECORVINO ROVELLA DOVE E’ STATO TROVATO IL CORPO

Hanno subito, per anni e anni. Botte, insulti, vessazioni di ogni tipo. E così, quando per l’ennesima volta il loro padre si è comportato da padrone, è scattata la reazione, violenta, fino ad ucciderlo. Lui, Giancarlo, lo ha picchiato fino a lasciarlo senza vita sul pavimento della cucina. Lei, Sonia, ha aiutato il fratello a nascondere il corpo e a bruciarlo. Entrambi, ora, sono in carcere. E forse neanche questa volta si sono liberati dal peso del loro padre.Storia di violenza in famiglia, dunque, quella di Montecorvino Rovella. Giancarlo e Sonia Di Francesco, 42 e 44 anni, sono crollati nel corso della notte. Fermati e portati in caserma, interrogati a lungo dai carabinieri, alla fine hanno ammesso le loro responsabilità, raccontando uno spaccato familiare duro e insopportabile. Il 69enne trovato carbonizzato il 6 agosto scorso in una località montana di Montecorvino Rovella, non era stato ancora identificato mentre i due figli confessavano già il delitto. Irriconoscibile, nei pochi brandelli di un sacco di tela, con addosso quel che restava di pantaloni di una tuta e di una canotta bianca. Dai pochi elementi raccolti sul luogo e dopo un esame esterno sul cadavere compiuto dal medico legale, Adamo Maiese, il pm della procura di Salerno Katia Cardiello e i carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Salerno cercavano un senza fissa dimora, un diseredato forse lavoratore saltuario nei campi, all’incirca sessantenne e forse neppure italiano.Si attendeva l’esito dell’autopsia, fissata per oggi, degli esami del dna per cominciare a tracciare un quadro più dettagliato. Poi, nel pomeriggio di giovedì la svolta. Giancarlo e Sonia Di Francesco si sono recati dai carabinieri per denunciare la scomparsa del padre. Qualcosa, però, nella segnalazione dei due non ha convinto i militari che hanno cominciato ad ascoltare fratello e sorella oltre alla madre. La famiglia vive a Montecorvino Pugliano, a pochi chilometri da Montecorvino Rovella. Il racconto dei tre ha messo gli investigatori sulla pista giusta. Un sopralluogo nella casa dei Di Francesco per acquisire notizie su uno scomparso si è tramutato nella ricerca di elementi che potessero far coincidere la denuncia di scomparsa con il ritrovamento di un cadavere. E nel corso della serata, e poi della notte, il quadro si è fatto più chiaro, al punto che i due sono stati condotti in caserma e l’abitazione sequestrata.L’omicidio, avvenuto nel corso dell’ ennesima lite, lo scorso 5 agosto. È allora che, intorno alle 15, Giancarlo e Romano di Francesco hanno un violento litigio. Questa volta però il figlio reagisce con violenza. Picchia il padre a pugni e calci. Si avventa su di lui con tale violenza da fracassargli lo sterno a pugni. Ferite letali per il 69enne, che muore nella cucina di casa sua. E il cadavere resta tra le mura domestiche fino alla notte tra il 5 e il 6 agosto, quando Giancarlo e sua sorella Sonia decidono di avvolgere il corpo in un grosso sacco di tela e trasportarlo lontano. Caricato su un fuoristrada Toyota, i due lo abbandonano in località Occiano di Montecorvino Rovella e lì gli danno fuoco. Una notte e un giorno per decidere di denunciare la scomparsa del genitore, senza immaginare che la segnalazione ai carabinieri non li avrebbe liberati per sempre dal loro padre-padrone. Tutt’altro. (ANSA)