AGROPOLI

MONTECORVINO ROVELLA,IDENTIFICATO IL CORPO DELL’UOMO BRUCIATO,ROMANO DI FRANCESCO 69ANNI,E’ DEL POSTO,ARRESTATI I FIGLI

I Carabinieri di Salerno hanno identificato il cadavere carbonizzato trovato due giorni fa a Occiano di Montecorvino Rovella (Salerno) e hanno fermato due suoi figli per concorso in omicidio, occultamento e distruzione di cadavere. L’uomo è Romano Di Francesco, pregiudicato di Montecorvino Pugliano (Salerno).

 

 Ucciso e bruciato. L’uomo è stato massacrato di botte fino alla morte per poi essere trasportato nel luogo dove è stato bruciato: è quanto è emerso dalla virtopsy, tac tridimensionale eseguita in serata sul cadavere carbonizzato rinvenuto la notte fra martedì e mercoledì in un viottolo di località Occiano del comune di Montecorvino Rovella (Salerno). L’esame effettuato nell’ospedale di Vallo della Lucania (Salerno) ha rivelato sui resti dell’uomo non ancora identificato numerose fratture al torace e alla base cranica.
Corpo legato. Gli inquirenti sono certi che l’uomo sia giunto già morto sul luogo del ritrovamento, dove è stato poi dato alle fiamme. Al collo, ai polsi e alle caviglie, sono stati trovati dei fili elettrici. Il volto sfigurato era stato incappucciato con una busta di cellophane, il corpo era avvolto in un sacco molto capiente del tipo usato per l’immondizia. Sino alla tarda serata di ieri i carabinieri hanno ascoltato i proprietari dei terreni del luogo dei ritrovamento, pastori e frequentatori della zona, senza riuscire però a raccogliere elementi utili per chiarire il giallo.
Fermati i figli. I fermi sono scattati nel cuore della notte, intorno alle 3. A eseguirli nei riguardi della figlia, 44 anni, e del figlio, 42 anni, di Di Francesco, che aveva 69 anni, sono stati i Carabinieri del Reparto operativo del Comando provinciale di Salerno. Alla soluzione di quello che si era presentato come un vero e proprio giallo, i Carabinieri sono giunti dopo la denuncia di scomparsa presentata dai familiari di Di Francesco nel pomeriggio di ieri.
Le indagini. Secondo i primi elementi delle indagini, movente del delitto potrebbero essere le continue vessazioni alle quali erano sottoposti i figli. Secondo gli accertamenti medico legali eseguiti ieri pomeriggio, l’uomo sarebbe stato ucciso di botte e, dopo essere stato rinchiuso in un grosso sacco dello steso tipo usato per le immondizie, è stato portato in aperta campagna e date alle fiamme, con le mani e i piedi legati con filo di ferro.
Il movente. Picchiati e maltrattati per quarant’anni da un padre-padrone, costretti a subire vessazioni di ogni genere sotto gli occhi di una madre impotente: c’è tutto questo dietro la morte di Romano Di Francesco, ucciso dai suoi figli. L’ultima lite il 5 agosto scorso, alle 15. L’anziano litiga con il figlio Giancarlo, 42 anni, che questa volte reagisce con violenza. Si avventa su di lui con calci e pugni, con una tale violenza da fracassargli lo sterno. Ferite letali per il 69enne, che muore nella cucina di casa sua.Il suo corpo resta lì fino alla notte tra il 5 ed il 6 agosto, quando Giancarlo e sua sorella Sonia decidono di avvolgere il corpo in un grosso sacco di tela e trasportarlo lontano, in località Occiano di Montecorvino Rovella, dove gli danno fuoco. La confessione la scorsa notte. Giancarlo e la sorella nelle prossime ore saranno ascoltati dal gip del tribunale di Salerno per la convalida del fermo.