AGROPOLI

MORIGERATI,VA A CINGHIALI CON IL PADRE E VIENE SPARATO AL PETTO GRAVE RAGAZZINO DI 13 ANNI

AMBULANZA 1

MORIGERATI Drammatico incidente di caccia nelle campagne di Sicilì, piccola frazione di Morigerati: un bambino di 12 anni è stato ferito all’emitorace sinistro da una fucilata esplosa dalla zio ed è in condizioni critiche. Il ragazzo B.P. (queste le sue iniziali) era con il padre e lo zio, in località Tortorella, zona impervia al confine con il comune di Vibonati, per una battuta di caccia al cinghiale. E’ stato un attimo. Lo zio, agricoltore, incensurato, molto stimato in paese, avrebbe sparato ad un cinghiale colpendo involontariamente il nipote “che aveva abbandonato la propria posizione”. Così ha cercato di giustificarsi lo zio, subito dopo l’accaduto, ancora sotto shock. E’ stato lui a prestare le prime cure al nipote e a trasportarlo con il papà, dipendente della Comunità Montana, all’ospedale dell’Immacolata di Sapri. Le condizioni del 12enne sono apparse subito molto gravi: dopo esser stato stabilizzato è stato trasferito in ambulanza all’ospedale San Leonardo di Salerno e poi al Santobono di Napoli Le condizioni del dodicenne sono ancora gravi ma stabili. I medici del Santobono hanno preferito non intervenire chirurgicamente. “Aspettiamo che le condizioni migliorano” hanno spiegato i sanitari.Secondo la prima ricostruzione, il 12enne sarebbe stato raggiunto all’emitorace sinistro da un unico pallettone calibro 12, di quelli che si usano per la caccia al cinghiale, a un’ ottantina di metri di distanza. “Ho sparato ad un cinghiale tra i cespugli – ha spiegato lo zio – non mi sono accorto di mio nipote. Non avrebbe dovuto trovarsi in quel posto. E’ stato un terribile incidente. Non volevo, non volevo”. Lo zio non appena resosi conto di quanto successo ha raggiunto il bambino, lo ha coperto per proteggerlo dal freddo e lo ha trasportato con il papà in ospedale. “Nel luogo in cui è accaduta la tragedia non c’era segnale telefonico, siamo stati costretti a portalo in auto” ha spiegato lo zio. Ma dall’ospedale di Sapri si è reso necessario un ulteriore trasferimento al “San Leonardo” di Salerno. Era stato richiesto l’intervento dell’eliambulanza ma per problemi burocratici non è stato autorizzato il volo. Il bambino è stato così trasferito a Salerno, in ambulanza, con l’ausilio di una staffetta dei carabinieri che ha fatto da apripista. Poi, in serata, il bambino è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. I carabinieri della compagnia di Sapri, diretti dal tenente Michele Zitiello, hanno avviato le indagini e la Procura di Lagonegro ha aperto un’inchiesta. Denunciato a piede libero lo zio che dovrà rispondere dell’accusa di lesioni gravissime. Intanto il fucile, una doppietta calibro 12, regolarmente denunciata, è stata sottoposta a sequestro. Naturalmente le indagini sono attualmente in corso e nella giornata odierna i militari effettueranno un sopralluogo sul posto cercando di ricostruire con esattezza la dinamica dell’accaduto. Quel che è certo è che si è trattato di un terribile incidente. A Sicilì c’è apprensione per le sorti del 12enne molto conosciuto e stimato in paese. “Un bambino molto energico, profondamente innamorato della natura” lo descrivono alcuni residenti. Spesso si recava con i genitori nel bosco per semplici passeggiate all’aria aperta.

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.