AGROPOLI

NOCERA,FIATO SOSPESO PER DARIO

DARIO FERRARA 1NOCERA INFERIORE. Dario Ferrara è gravissimo ma continua a lottare. Il ragazzo, finito in rianimazione dopo una colluttazione in cui ha sbattuto la testa a terra, è in fin di vita. Dario, 21 anni, di Nocera Inferiore, combatte in corsia aggrappato tra la vita e la morte. Le sue condizioni sono disperate e, nella tarda serata di ieri si è anche diffusa la notizia, poi smentita, della morte cerebrale.CONTINUA

ragazzo nocera

Un computer lo tiene in vita, tanti computer e tablet e smartphone affiancano questa battaglia congiunta uomo-macchina. Il computer è quello che nel reparto di rianimazione dell’ospedale nocerino monitora e controlla i parametri fisici di Dario Ferrara, che da un paio di giorni è al confine tra qui e là; gli altri mezzi elettronici sono quelli dai quali amici e conoscenti fanno partire con frequenza costante, messaggi di speranza e incoraggiamento: fili invisibili e immateriali eppure solidi come tela di ragno che avvolgono in un bozzolo protettivo Dario, al momento disperso in un altrove che né la scienza, né la religione, né la filosofia sanno dirci cos’è. E’ una catena lunga e carica di speranze, un rosario laico ed elettronico che in tanti mormorano per mezzo di byte e cose del genere; esattamente come un tempo facevano a voce le nostre nonne e bisnonne, prefiche sempre pronte a sostenere chi soffriva. E’ la compassione 2.0 e se Dario da qualche parte sente o legge, essendo figlio del presente e del futuro, apprezzerà sicuramente.

 “Non ti conosco, ma quando ho saputo questa maledetta notizia, mi si è spezzato il cuore… Non mollare mai, continua a combattere”. Lo scrive Anna e il cuore del post sta nella parole iniziali: non ti conosco. Ma sul web ci si conosce comunque, basta essere amico dell’amico degli amici dell’amico di quell’amico mio, ed è fatta: ti conosco comunque e addirittura soffro con te e per te.

Poi ci sono quelli degli scrupoli e dei rimorsi. “Sn da un mese su Facebook… e solo oggi sbirciando il tuo profilo ho notato ke mi avevi inviato una rikiesta di amicizia e io nn l’avevo mai accettata mi dispiace ma so x per certo ke ti sveglierai e vedrai ke l’ho accettata… Dario lotta più ke puoi”. A parte l’ortografia e le k, Antonella maledice e ringrazia al tempo stesso la Rete, dispersiva al punto da farle trascurare una richiesta di amicizia, ma multiforme e senza un passato o un futuro, solo presente, solo qui e ora: il che le consente di rimediare e di inviare comunque un grido di speranza a Dario.

Non solo Nocera Inferiore, non solo Agro nocerino. Ecco un’altra chance che offre il mare magnum della rete. Un grido di speranza e di vicinanza arriva dalla Calabria, da Mario: “Dario non fare scherzi… Catanzaro è con te… Dai Dariù”.

Ma i messaggi sui social network sono un oceano, un esercito di frasi e parole che marciano verso la meta senza ostacoli. Dai. Forza. Non mollare. Resisti. I concetti si ripetono, il messaggio è sempre quello, il mezzo è lo stesso; e mai come stavolta il mezzo è davvero il messaggio. Amici vicini e lontani, cuori che si affiancano, parole che legano vite, vite che si stringono, occhi che piangono, mani che si uniscono, parole che pregano. Un tempo sarebbero servite telefonate e lettere e telegrammi. Oggi basta un soffio elettronico, un attimo web, un battito d’ali in rete per unirsi o lasciarsi, per amarsi oppure odiarsi. Per dare forza a chi sembra non averne più, là nel nulla dal quale tutti provano a riportarlo qua. Nel mondo.

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.