AGROPOLI

NUOVI CLAN NEL CILENTO,L’ALLARME E’ DEL CAPO DELLA PROCURA DI S.M.CAPUA A VETERE

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IL PROCURATORE LEMBO

SALERNO –  Le mani dei colletti bianchi della criminalità organizzata sulla provincia di Salerno. E’ questo l’allarme lanciato da Corrado Lembo, capo della Procura di Santa Maria Capua Vetere e prossimo, secondo i ben informati, al trasferimento a Salerno. Il magistrato di Campagna, infatti, ha dimostrato di essere profondo conoscitore della realtà salernitana, spiegando dettagliatamente i movimenti dei clan. Se una volta i territori più caldi erano sicuramente l’Agro nocerino e il capoluogo ora le attenzioni sembrano essersi spostate a sud, dove l’omicidio Vassallo ha acceso i riflettori su quel Cilento ambito da tutti. Segno che Lembo, anche se impegnato su mille fronti a Santa Maria Capua Vetere, studia con interesse fenomeni che, in un futuro non tanto lontano, potrebbe trattare da vicino. Sulla nomina a capo della Procura di Salerno, però, continua a tenere il profilo basso: “Su questo, come ho già detto in un’altra occasione, mi avvalgo della facoltà di non rispondere”, ha detto sorridendo. Poi, la stoccata: “Io vengo da un territorio che ha un’altissima densità criminale, per nulla paragonabile a quella della provincia di Salerno. Rispetto al territorio sammaritano è una provincia piuttosto tranquilla. Ma io diffido dei territori tranquilli, perché sono quelli in cui più facilmente si annida la criminalità dei colletti bianchi. Il basso Cilento è noto, anche per le vicende connesse all’omicidio del sindaco Vassallo, è diventata terra di conquista della criminalità organizzata”. Parole precise, che seguono agli allarmi lanciati, nelle ultime settimane, dal collega Raffaele Cantone e dalla figlia dell’ingegnere Gennaro Musella. La ‘Camorra Spa’ quindi c’è, ma ha spostato i suoi interessi verso la terra di Vassallo: “C’è a partire dai ristoranti”, ha affermato. “Bisognerà fare un’analisi molto attenta di questa situazione, per venirne a capo”. Su Salerno, invece, resta cauto: “Non voglio dare giudizi impertinenti su un territorio che conosco bene, visto che ho lavorato come magistrato giudicante nella Direzione distrettuale antimafia per diversi anni”.Infine, davanti alla platea delPanathlon Club, alla quale si sono aggiunti anche magistrati e l’attuale Capo della Procura salernitana, Erminio Rinaldi, ha spiegato la sua visione di giustizia. Una ‘lectio magistralis’ che è parsa quasi una conversazione informale con gli altri magistrati e i rappresentanti delle forze dell’ordine presenti. Magari proprio per organizzare il lavoro, in futuro, a Salerno. “Il procuratore deve uscire da questa torre d’avorio dove spesso si chiude la magistratura giudicante e inquirente. Deve avere pieno contatto con i problemi del territorio nel quale opera, perché affermare la legalità ed esercitare l’azione penale in funzione della sua riaffermazione significa anche questo. Credo sia giusto prendere coscienza della domanda di giustizia che viene dal territorio e cercare di corrispondere nel migliore dei modi, dal punto di vista organizzativo e operativo. Occorre effettuare un’analisi seria e molto concreta di quelli che sono i problemi della legalità sul territorio: dalle cose minime alle cose più gravi. Bisogna scoprire qual è l’esigenza vera di giustizia che viene dalla terra in cui si trova a operare il procuratore e il suo ufficio si deve organizzare in modo da rispondere adeguatamente. Tutto questo per non accumulare, invano, arretrati e, in secondo luogo, per lavorare efficacemente. A Santa Maria Capua Vetere abbiamo creato l’ufficio ‘Pronta Definizione’, per sbrigare tutte le questioni meno rilevanti. In questo modo abbiamo accelerato il lavoro, definendo quasi il 40% dei processi al giorno, e, allo stesso tempo, ci siamo concentrati su azioni investigative mirate. Con questo ufficio abbiamo scoperto anche che dietro singoli casi si nascondono, a volte, grandi fenomeni”. Un discorso affascinate, affrontato sempre con il sorriso sulle labbra. Quel sorriso che spera di conservare anche a Salerno, continuando ad applicare la legge in ogni sua forma.Domenico Gramazio