AGROPOLI

OPERAZIONE PARMENIDE SQUECCO TORNA IN LIBERTÀ

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CAPACCIO PAESTUM. Ritorna in libertà l’imprenditore capaccese Roberto Squecco. Il Tribunale del Riesame, riunitosi ieri, ha infatti accolto il ricorso avverso la seconda richiesta di custodia cautelare in cella emessa dal gip Vincenzo Di Florio in accoglimento delle richiesta del sostituto procuratore Vincenzo Montemurro, nell’ambito dell’inchiesta relativa all’operazione Parmenide. I giudici del Riesame di Salerno (presidente Gaetano Sgroia, relatore Giuliano Rulli, a latere Maria Grazia Pisapia), hanno ravvisato per Squecco, difeso dagli avvocati Mario Turi e Guglielmo Scarlato, la non sussistenza del reato di associazione per delinquere di stampo camorristico, ovvero la non appartenenza al presunto clan Marandino, derubricando il secondo capo d’accusa, ovvero quello di estorsione ed usura, ad “esercizio arbitrario delle proprie ragioni” nel reclamare un credito di 70mila euro nei confronti di un altro imprenditore, titolare di un’impresa operante nel settore delle onoranze funebri. Credito che, tuttora, Squecco rivendica. Tutti i capi d’imputazione restano, invece, a carico del 77enne Giovanni Marandino, ex esponente di spicco della Nco del boss Raffaele Cutolo, finito agli arresti insieme a Ciro Casella, Antonio Cibelli, Francesco Adamo, Enrico Bifulco e Vincenzo Senatore, ritenuti fiancheggiatori del sodalizio criminale (nelle foto). Il materiale probatorio e le investigazioni eseguite da polizia e procura, corredate di intercettazioni, testimonianze e gravi indizi di colpevolezza, resta rilevante a carico di tutti gli indagati. FONTE STILETV

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.