AGROPOLI

PAESTUM,LA PROPOSTA DEI MATRIMONI ALL’INTERNO DEI TEMPLI FA ARRABBIARE IL SINDACO

Tempio di Hera Paestum«Non sono d’accordo». Taglia corto il primo cittadino di Capaccio-Paestum, Italo Voza, in merito alla proposta avanzata dal consigliere comunale di maggioranza Luciano Farro di celebrare – a pagamento – i matrimoni civili all’interno dell’area archeologica di Paestum, all’ombra dei templi di Era e Atena, tra i meglio conservati al mondo. La proposta, avanzata dal consigliere Farro alla Commissione consiliare «Statuto e regolamento», prevede, dietro pagamento, appunto, la possibilità di scegliere non solo una delle location più belle e famose del mondo, patrimonio mondiale dell’Unesco, ma perfino la possibilità di decidere in quale dei tre templi celebrare il matrimonio.«Il nostro territorio – spiega Farro – ne ricaverebbe molteplici vantaggi: sposarsi in una location così prestigiosa comporterebbe un costo di una certa importanza e le risorse che se ne ricaverebbero si potrebbero investire in attività sia del Comune che della Soprintendenza. Si otterrebbe un grande ritorno in termini economici non solo per il Comune e la Soprintendenza, ma anche per l’intero indotto che ruota attorno all’organizzazione dei matrimoni. Inoltre una location così prestigiosa verrebbe sicuramente scelta anche da coppie famose, comportando un grande ritorno in termini di promozione del territorio».«La proposta del consigliere Farro rimane solo un’idea», dice secco il sindaco Voza. «La verità è che il Comune di Capaccio-Paestum non può decidere nulla, essendo l’area archeologica di Paestum demanio dello Stato. A decidere dovrà essere la Sovrintendenza ai beni archeologici, ma se vuole la mia opinione, io non sono d’accordo». «L’idea che i templi meglio conservati del mondo diventino location per matrimoni mi inquieta», prosegue il sindaco. «La proposta, alla fine, è una operazione commerciale, e mal si sposa con la sacralità di un luogo che ha duemilasettecento anni di storia. Piuttosto, – conclude Voza – ricordo a tutti che il 15 giugno ci sarà un referendum per decidere il cambio del nome del nostro Comune, da Capaccio a Capaccio Paestum. Invito tutti i residenti a votare Sì, perchè queste sono alla fine le operazioni che danno davvero visibilità al nostro territorio: non solo al sito archeologico di Paestum, che non ne ha bisogno, ma a centri come Capaccio capoluogo, che dal cambio del nome non può che ottenere dei vantaggi».Bocciata dal sindaco Voza l’iniziativa, più possibilista sembra invece l’assessore al Turismo Vincenzo Di Lucia. «È un’idea non da escludere – spiega – perchè contribuirebbe ad aumentare ulteriormente la popolarità del sito archeologico pestano. Certo, ad esprimersi dovrà essere la Sovrintendenza ai beni archeologici, ma penso che anche lì capiranno la bontà della iniziativa, che non è solo commerciale». (Ansa)

admin

Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.