AGROPOLI

POLITICI ASSASSINI,AD AGROPOLI SI CONTINUA A MORIRE PER COLPA VOSTRA,VERGOGNATEVI

 

io editoriale (1)DI SERGIO VESSICCHIO.La folla che si è riunita in via Piave ieri sera mentre i l’equipe medica dell’ambulanza accorsa sul posto per cercare di salvare la vita a Rosario Stellato puntava decisamente il dito su chi ha chiuso l’ospedale di Agropoli ma anche contro chi non lo riapre. Lo sventurato titolare della ditta Stellato di Trentinara è rimasto in vita circa un’ora da quando si è sentito male,40 minuti per rianimarlo ma senza fortuna. Con l’ospedale aperto ci volevano 5 minuti per portarlo da Via Piave e pochissimi minuti per intubarlo e fare tutti gli interventi possibili anche perchè per la cardiologia era molto pronto e di vite ne aveva salvate tante.Si continua a morire in una città e in una zona ormai abbandonata dove la politica invece di costruire ha distrutto e per non farla rialzare hanno bloccato il tentativo di crescita  fermando la scalata alla regione di Franco Alfieri.Tutti i protagonisti della chiusura dell’ospedale sono gli omicidi di queste persone che stanno morendo per la mancanza di un’assistenza ma gli assassini sono anche quelli che non lo riaprono.L’attuale presidente della regione De Luca la prima cosa che doveva fare era riaprire l’ospedale di Agropoli ,doveva essere un simbolo e un segnale di discontinuità con l’azione sciagurata del predecessore Caldoro  e invece niente contiamo i morti.De Luca ha deluso perchè dopo 4 mesi dalla sua elezione non si vede nessun provvedimento in grado di dare quella speranza di cui parlava in campagna elettorale.De Luca ha tradito Franco Alfieri che fece un passo indietro per non creare problemi alla sua candidatura.De Luca si è messo sullo stesso piano di Caldoro.E’ inutile fare appelli queste persone sono insensibili e non hanno il senso del rispetto verso la gente. E noi continuiamo a gridare nel deserto,quanto sarà lunga la traversata degli agropolesi nel deserto , questo popolo cosa deve passare ancora,perchè tanto accanimento verso questa città,Cosa deve pagare,cosa abbiamo fatto da dover sopportare tutto questo. Forse non siamo stati capaci di fare grandi rivolte o semplicemente non ci siamo più.Forse una volta questa città aveva una identità con agropolesi animati dallo spirito di appartenenza oggi non vediamo più questo valore. Subiamo passivamente scelte di altri,sarebbe ora di intervenire,anche con la forza,con le manieri forti.Basta assistere alla gente che muore senza far niente. Non ci stiamo più,ora si faccia qualcosa. Sergio Vessicchio

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.