AGROPOLI

REGIONALI,VOGLIONO FAR FARE UN PASSO INDIETRO A DE LUCA

DE LUCA RENZI 1ROMA. Dopo Maurizio Lupi, Matteo Renzi è pronto a sbranare anche Vincenzo De Luca. Il piano B, sostituire in corso d’opera l’ex sindaco di Salerno a causa di una condanna in primo grado che imbarazza l’intero Nazareno, è la mossa del cavallo su cui sta ragionando Matteo Renzi in queste ore per sparigliare le carte. Un piano che è stato attivato ieri mattina quando il sottosegretario Luca Lotti ha chiamato lo sceriffo di Salerno, convocandolo urgentemente a Palazzo Chigi. E a metà pomeriggio da un ingresso laterale, lontano da telecamere e da occhi indiscreti, è stata vista arrivare proprio l’auto di Vincenzo De Luca in compagnia dei collaboratori della stretta cerchia.Secondo la versione delle truppe deluchiane in Transatlantico, si è trattato di un incontro «riservato e urgente», durato circa un’ora, che sarebbe semplicemente servito «a fissare la road map della campagna elettorale dalla conclusione delle feste pasquali al fatidico 31 maggio», giorno in cui i campani si recheranno alle urne per scegliere il presidente della Regione. Ma, aggiungono, «si è anche stilato il calendario dei big del Nazareno che sosterranno Enzo». «Nulla di più», giurano.CONTINUA

Una versione “parziale” che non corrisponde ai retroscena che si sprecano e circolano con insistenza a Montecitorio. Stavolta anche fra i renziani più silenziosi, quelli che fino a ieri evitavano i cronisti al solo sentire la parola “Campania”, l’operazione di sostituire il “condannato” De Luca viene molto accreditata, seppur ufficialmente continuino a ripetere che «bisogna attenersi al risultato delle primarie». Del resto, l’accelerazione che ha voluto imprimere l’inquilino di Palazzo Chigi è sotto gli occhi di tutti. Certo, tutte le volte che Renzi si trova di fronte una questione delicata, come ad esempio quella campana, si concerta sì con il cosiddetto “giglio magico” ma poi decide di testa sua. I precedenti – a partire dalla sorpresa Gentiloni alla Farnesina, o alla composizione della segreteria nazionale nel blitz di fine estate – insegnano che al premier non dispiace lasciare alzare un polverone di ipotesi che nascondono fino all’ultimo il vero candidato. Ma stavolta appare chiaro che, se dovesse riuscire quello che a Palazzo Chigi chiamano “il piano B dei miracoli”, la rosa di nomi si restringe al duo Cantone-Orlando. Con il primo in testa alla lista e che godrebbe di un consenso trasversale riuscendo a raggranellarli anche tra i moderati. Mentre il secondo, Andrea Orlando, oltre a conoscere il territorio – avendo rivestito la carica di commissario del Pd a Napoli – libererebbe una casella importante, come quella della Giustizia, e consentirebbe al capo dell’esecutivo di procedere con un rimpasto all’indomani delle elezioni regionali. Nel frattempo, però, la macchina elettorale dell’attuale candidato del centrosinistra non si ferma.«Si va in fondo – promette lo sceriffo dai microfoni di Radio Anch’io – e io non mi muovo di una virgola». Oggi, infatti, terrà una conferenza sui trasporti al cinema Filangieri di Napoli. Venerdì parteciperà a una manifestazione organizzata da tutta la coalizione (quale?). E sabato si presenterà all’appuntamento organizzato dalla associazione di Gianni Pittella in qualità di ospite d’onore. Una tavola rotonda, quella organizzata dall’europarlamentare, estesa anche al vice segretario Lorenzo Guerini, al ministro della Giustizia Andrea Orlando e al presidente dell’Assemblea Pd Matteo Orfini. Ma, secondo quando riferiscono a la Città, la presenza di Guerini e Orlando sarebbe a rischio.

admin

Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.