AGROPOLI Nutrizionista

RUBRICA: “SENTIAMO LA NUTRIZIONISTA” A CURA DI STELLA DI SESSA

                                                               IL FAST FOOD: PRO E CONTRO

STELLA-DI-SESSA-1Il “fast food”, tradotto in italiano come “cibo veloce”, indica un tipo di distribuzione alimentare, nato in America, incentrato sulla produzione e somministrazione rapida di un’ampia varietà di cibo.Un menu da fast food include PANINI IMBOTTITI (con hamburger di carne bovina/suina/, cotolette di pollo, formaggi vari), FRITTI (mozzarelle e patatine fritte, verdure in pastella, chele di granchio,filetto di pesce), PIZZE ed ALTRI PODOTTI DA FORNO, BRUSCHETTE, PIADINE IMBOTTITE DI SALUMI GRASSI, PASTE DOLCI (croissant, muffin), SALSE DI OGNI GENERE (maionese, ketchup, senape)  gelati, yogurt e bibite gassate (coca cola, aranciata, birra…). Accanto ai tradizionali menu ipercalorici sono proposti, già da diverso tempo, anche combinazioni di piatti più “genuini”, come insalate, pasta e porzioni di frutta e verdura.

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A partire dagli anni ’80, i fast food hanno avuto molto successo, diffondendosi in tutto il mondo , per una serie di aspetti a loro favore:

  • Sono molto pubblicizzati, comodi e facili da trovare essendo presenti sulle autostrade, all’interno di centri commerciali, nei centri cittadini e nelle strutture pubbliche, scuole incluse, che offrono la distribuzione automatica dei cibi fast (spazzatura!).
  • Sono luoghi informali ed economici nei quali soprattutto i giovani si trovano facilmente a loro agio.
  • Offrendo cibi pratici e rapidi da consumare si sposano perfettamente con lo stile di vita frenetico della società attuale.
  • I cibi fast sono intenzionalmente resi altamente gustosi, palatabili, capaci di stimolare i centri ipotalamici del piacere; le loro ricette sono meticolosamente studiate e realizzate appunto per procurare una vera e propria dipendenza.

I contro  del fast food sono da attribuire al fatto che la maggior parte degli alimenti che propone (fatta eccezione per la frutta e la verdura) è da considerare “junk food” o “cibo spazzatura”, non possedendo un bilancio nutrizionale idoneo.

Certamente l’equilibrio qualitativo e quantitativo di una dieta va valutato tenendo presente, nel complesso,tutti i pasti effettuati nella giornata. Non è però da sottovalutare il fatto che ciascun pasto da fast  food possiede una o più caratteristiche negative, quali:

  • Densità calorica elevata ed un basso potere saziante;
  • Basso quantitativo di acqua (bibite a parte), pochi sali minerali e vitamine;
  • Notevole apporto di acidi grassi saturi, idrogenati e colesterolo ma anche di alcool, zuccheri semplici (saccarosio) e dolcificanti;
  • Scarsa concentrazione di acidi grassi essenziali;
  • Basso contenuto di fibra alimentare ed alta concentrazione di cloruro di sodio
  • Elevata concentrazione di molecole tossiche (idrocarburi policiclici aromatici, acroleina, formaldeide, acrilammide) potenzialmente cancerogene liberate dalla cottura dei fritti, alla piastra ed alla griglia.

Alimentandosi frequentemente in maniera scorretta, anche con cibi fast food, aumenta notevolmente il rischio di insorgenza di sovrappeso ed obesità, di malattie neoplastiche , di alterare il metabolismo lipidico (ipercolesterolemia ed ipertrigliceridemia), glucidico (iperglicemia e diabete) e pressorio, di riscontrare carenze di vitamine, sali minerali e fibre.

Il consumo saltuario di  fast food non incide significativamente sullo stato di salute delle persone in quanto i danni sistemici che il cibo spazzatura apporta all’organismo sono il frutto di un consumo abituale. Per evitare ogni complicazione sarebbe sufficiente limitare il consumo di un hamburger, patatine fritte o snacks vari ad una volta al mese.

Dott.ssa Stella Di Sessa

Biologo Nutrizionista

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.