AGROPOLI

SALERNO I VELENI DI SAN MATTEO,LA PROCURA: “GIRAVOLTE IN OMAGGIO AI CAMORRISTI”

SAN MATTEO 3Non ci sono solo le accuse di turbamento di funzione religiosa e vilipendio di un ministro di culto, nell’avviso di conclusione delle indagini notificato ieri ai venti indagati per i disordini alla processione di San Matteo. C’è in quelle carte un’ipotesi infamante, quella di aver voluto omaggiare con alcune giravolte il ricordo di personaggi della camorra salernitana,.Anche in queste soste non autorizzate, oltre che in quelle alla Guardia di Finanza e nell’atrio del Comune, gli inquirenti individuano il reato di “turbamento di fuzioni religiose” per il quale è prevista una pena fino a tre anni.E se le giravolte sono addebitabili solo ai portatori, del resto dei disordini rispondono anche persone che erano nella folla dei fedeli e hanno condizionato la processione con fischi e invettive. Non solo quel «Vergogna, vergogna» ripetuto lungo gran parte del percorso, ma anche le offese e le provocazioni all’arcivescovo Moretti, come il «Se vulite sparagnà, mettiteve a dieta» raccolto dagli agenti che lo hanno scortato per l’intero tragitto. Tra gli indagati ci sono quattro donne ed esponenti della tifoseria ultras. Nei prossimi giorni i difensori (nel collegio Cecchino Cacciatore, Ciro Romano e Mario Valiante) decideranno se chiedere che i loro assistiti siano interrogati. «Non siamo malavitosi come ci hanno descritto» disse all’indomani della processione il responsabile della paranza di San Matteo, Raffaele Amoroso, anche lui indagato insieme ad altri portatori della statua del Patrono e di quella di San Giuseppe. Ma agli investigatori c’è ora da chiarire innanzitutto il rapporto tra le “girate” dei santi e la camorra, anche se la sosta a piazza Cavour è stata ritenuta per decenni il luogo della benedizione al mare, accompagnata negli anni scorsi dalla preghiera dell’arcivescovo Pierro. Da approfondire ci sono poi altri due punti rimasti nell’ombra: chi ha sparato sulla spiaggia di Santa Teresa i fuochi d’artificio non autorizzati e chi ha spostato le transenne davanti a Palazzo di Città, consentendo l’ingresso che Moretti aveva vietato.FONTE LA CITTA’