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SALERNO INCATENATI CONTESTANO LA LEGGE FORNERO

protesta_provveditorato_quota_96_salerno_4Prosegue la protesta dei lavoratori Quota 96, che non intendono accettare lo stato di fatto e che ritengono il legittimo pensionamento come unica soluzione al danno subito con la legge Fornero del 2011. Per questo motivo i comitati Q96 hanno manifestato nel pomeriggio davanti la sede del Provveditorato agli studi di Salerno in attesa dello sciopero generale dell’istruzione organizzato per domani venerdì dai Cobas Scuola; i cortei prenderanno piede a livello provinciale in tutte le città italiane, mentre a Roma è prevista la manifestazione generale che inizierà alle 9.30 in Piazza della Repubblica.

I lavoratori quota 96 sono quegli insegnanti e quel personale ATA caratterizzato dal fatto di aver raggiunto i 35 anni di contribuzione e 61 anni di età oppure i 36 anni di contribuzione e 60 di età; requisiti che dovevano garantire il pensionamento e che sono stati completamente disattesi nel 2011 in seguito all’approvazione della legge Fornero. Le numerose proteste che si sono susseguite negli scorsi anni (e che con tutta probabilità proseguiranno anche in futuro) non sono risultate sufficienti a risolvere il problema, tanto che la prossima legge di stabilità 2015 quasi sicuramente non prevederà alcuna forma di sanatoria o salvaguardia a favore del caso specifico.

protesta_provveditorato_quota_96_salerno_3Nuove dichiarazioni del Ministro Giannini: soluzione con nuove mansioni

A conferma di questo indirizzo è intervenuta recentemente il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, protagonista di una video intervista su Repubblica TV.

Secondo le dichiarazioni che ha rilasciato in seguito alla domanda diretta di un docente: “i Quota 96, nel piano della Buona scuola, possono sicuramente rientrare in una soluzione che non è l’andare in pensione, come altre categorie non comprese dalla legge Fornero hanno potuto fare, ma è entrare in nell’organico funzionale ed essere destinati a mansioni diverse, come quelle organizzative e non necessariamente alla didattica frontale”.

Bisogna ricordare che già in passato il Ministro Giannini si era espressa sul tema chiedendo agli insegnanti di fare un sacrificio finale per aiutare la Riforma della Scuola, così com’era stato chiesto anche agli altri attori coinvolti.

protesta_provveditorato_quota_96_salerno_1I Quota 96 non sono paragonabili ai lavori esodati, rimasti senza impiego e senza reddito da pensione

Il Ministro dell’Istruzione ha proseguito il proprio commento sulla vicenda spiegando che è improprio definire la situazione dei quota 96 come quella degli “esodati della scuola”, anche se risulta comprensibile il fatto che ora gli stessi fatichino a proseguire nel lavoro.

“Si parla di un anno – ha spiegato ai microfoni di Repubblica TV – non si tratta di esodati, persone che sono rimaste senza lavoro e che sono rimaste appese a un filo di disperazione, ma di persone che hanno visto leso il diritto al pensionamento in quel momento”.

In questo senso, è comprensibile che “un insegnante ultrasessantenne che ha fatto il suo dovere con passione e che aspetta il momento di tirare il fiato, non ce la fa a tenere il passo con i bambini piccoli […] Questa della Buona scuola è una soluzione che viene da sé, se invece ci sarà un’altra iniziativa parlamentare non mi opporrò”.