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SALERNO,ARZANO LASCIA LA CAMERA DI COMMERCIO,ADDIO AL VETRIOLO

 
La commozione è la stessa di quando, il 15 aprile 2011, fu eletto presidente. Ieri Guido Arzano non ce l’ha fatta a trattenere le lacrime dopo aver rassegnato le sue dimissioni. «Una decisione ragionata, ma accelerata da una serie di circostanze» dice con gli occhi pieni di rammarico.
Perché presidente ha deciso di lasciare la presidenza?

«Negli ultimi tempi si è delineato un disastro all’interno dell’ente a cui nemmeno io volevo credere. Ho capito che si era esaurita una stagione. E non nascondo che dietro questa mia decisione c’è una forte responsabilità che io mi imputo, e cioè quella di essermi fidato troppo. Ma questo è un insegnamento che terrò per me per la mia vita».

Si sente tradito?

«La decisione di dimettermi non è delle ultime ore. La lettera che ho consegnato è solo un passaggio formale, l’ultimo passaggio. Pochi sapevano che da parecchio tempo pensavo di uscire di scena. Poi c’è stata un’accelerazione della decisione».

Per la questione di Intertrade? Lei ha espresso dei dubbi sulle mancate dimissioni del presidente dell’azienda speciale.

«Il problema Intertrade, mi creda, è molto più grave delle perdite di 650mila euro che già da questo consiglio si è deciso di ripianare. In questa vicenda sono stato coinvolto io direttamente per infedeltà di un dirigente, per la totale inconsistenza dell’organo di controllo amministrativo, e per l’insipienza gestionale della presidenza, che non ha controllato quello che avveniva».

Però il bilancio consuntivo della Camera, sebbene con numeri risicati, è stato approvato.

«E questa era una delle due operazioni fondamentali, assieme all’aeroporto, che volevo a tutti i costi portare a termine. Anche sacrificando la mia testa sul ceppo, come un novello San Giovanni Battista».

Cosa intende dire?

«Che se per chiudere il bilancio del 2014 e per consentire all’aeroporto di Salerno di avere un futuro c’era bisogno della mia testa, sono ben contento di averlo fatto. Perché credo di aver rispettato in pieno l’impegno assunto con le imprese salernitane con le istituzioni che formano la Camera di Commercio».

Spesso è stato accusato, se si può usare questo termine, di non coinvolgere tutti nelle decisioni. Cosa risponde?

«Ho cercato sempre di avere una gestione quanto più trasparente, nel pieno rispetto delle organizzazioni di categoria che hanno appoggiato il mio programma, rendendomi presidente. Credo che la linea di demarcazione del mio mandato è stato il consiglio del 24 luglio dell’anno scorso, durante il quale un nucleo di pochi consiglieri assunse la responsabilità di non buttare a mare gli investimenti fatti dalla Camera di Commercio con i soldi delle imprese a favore dell’infrastruttura».

Presidente, lei ci crede nell’aeroporto?

«Fortemente. Anche quando c’era da votare contro qualcosa. Io credo di essere stato l’unico a votare contro il piano di Alitalia, che ci ha portato via 4,2 milioni di euro per far volare aerei piccoli, da trenta posti con a bordo uno o due passeggeri. Così come ho avuto il coraggio di fare anche delle scelte di discontinuità».

Quale?

«Mi riferisco alla nomina di Walter Mauriello alla guida della società di gestione. Una decisione rimediata nel breve volgere di pochi mesi. Proprio per intendere che qualsiasi scelta è stata fatta per salvaguardare gli investimenti e gli interessi dei lavoratori».

Che Camera di Commercio lascia al suo successore?

«Un ente efficiente, come viene riconosciuta dalle imprese. E poi lascio il progetto Salerno Incontra, con la sede storica di via Roma che è diventato un luogo importante non solo per l’economia, ma anche per la vita della città».

Ha sbagliato qualcosa invece?

«Certamente. Non mi sono mai difeso. Non ho mai messo me stesso davanti a scelte e decisioni. Mi sono fidato troppo. E male».

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.