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SALERNO,ASSALTAVANO SUPERMERCATI,POMPE DI BENZINA E RIVENDITE DI TABACCHI 20 ANNI DI CARCERE

Assaltavano supermercati, pompe di benzina e rivendite di tabacchi: condannati a venti anni di carcere i responsabili.La sentenza è arrivata nella tarda mattinata di ieri dai giudici della terza sezione penale del Tribunale di Salerno.Nel dettaglio, sono stati inflitti 2 anni e 8 mesi ad Alessandro Pfeifer, nove anni ad Aniello Saviello il quale è stato anche condannato al pagamento dei danni cagionati alla parte civile quantificati in 3000 euro. A darne notizia il quotidiano Le Cronache oggi in edicola.Per Saviello il Pubblico Ministero Katia Cardillo aveva chiesto 7 anni. Condannati alla pena di sei anni e sei mesi ciascuno Massimiliano Sabato Lorys Avossa. Entrambi sono stati anche interdetti in perpetuo dai pubblici uffici. Un anno e 10 mesi sono stati inflitti a Gennaro Garzia. Dichiarato il non doversi procedere per Annamaria Ruggiero. Assoluzione perchè il fatto non sussiste per Gianluca Vicinanza e Carmela Landi.I fatti risalgono al 2009 quando il gruppo seminò il terrore in città mettendo in atto una serie di rapine ed anche alcuni episodi di estorsione e di attentati incendiari. Il primo colpo fu messo a segno il 15 maggio 2009, ai danni del “Sali e Tabacchi” del rione Piombino a Pellezzano: dell’episodio risponde Aniello Saviello che, accompagnato da una persona non identificata, minacciò il titolare facendosi consegnare l’intero incasso della giornata pari a 200 euro.Cinque giorni dopo, Saviello entra di nuovo in azione ai danni del distributore di benzina “Defi Gas” ubicato in via Gatti a Fratte. Bottino: duemila euro; ancora, il 25 maggio, sempre Saviello è ritenuto l’autore della rapina ai danni del distributore “Esso” di via Francesco Prudente a Salerno che fruttò 300 euro.Il 27 maggio 2009 è invece la volta del supermercato “Despar” di via Manganario, a Salerno qui Saviello ed un complice entrano armati di pistola e portano via 3800 euro. Il 6 giugno tocca al Supermercato “Sisa” di via Granati, nel quartiere Torrione. I rapinatori agivano armati di pistole semi automatiche e con il viso travisato da passamontagna o casco integrale, si muovevano “a colpo sicuro” utilizzando scooter di media cilindrata e targhe di provenienza furtiva.