AGROPOLI

SALERNO,CHOC PER LA MORTE DEL FIORAIO VITTORIO VICINANZA,LA COMPAGNA VOLEVA SPOSARLO PRIMA DI MORIRE

VITTORIO VICINAN ZAUna broncopolmonite se l’è portato via in una manciata di giorni. Vittorio Vicinanza, 45 anni compiuti a novembre, al “Ruggi” era arrivato venerdì, dopo una violenta crisi respiratoria. Da qualche giorno, il titolare dell’Antico Chiostro di via Papio – il negozio di fiori più frequentato a Salerno e provincia – aveva la febbre. Ma non si trattava di una banale influenza: le sue condizioni sono andate peggiorando, fino a rendere indispensabile la corsa in ospedale. Una settimana di Tac ed analisi, di trasferimenti nei reparti di Infettivi (alla ricerca del virus che lo stava consumando) e Rianimazione, dove, in coma sedato, si è spento intorno alle 15 di ieri. «L’ultima volta che l’ho visto vivo risale a lunedì. Poi me lo sono ritrovato sulle tavole d’acciaio in obitorio», racconta con dolore Maria Marchese, la sua compagna di vita da diciotto anni, che, il giorno prima del decesso, ha affidato ad un post su Facebook la sua amarezza: «vista la gravissima situazione di salute in cui si trova, avevo pensato di anticipare le nozze, ma mi hanno impedito anche di andare in Rianimazione». CONTINUA.

La donna – avvocato prestato al catering ed al wedding planner – avrebbe voluto contrarre un matrimonio in periculum mortis. Di nozze, Maria e Vittorio avevano già parlato. Fissando una data, il 7 agosto, ed una location, Porta di Ferro, «nella quale avremmo portato tutta Salerno, perché Vittorio era il fioraio più amato e stimato della città».
Vicinanza era infatti riuscito a trasformare l’Antico Chiostro in un’azienda nota, per creatività e professionalità, in tutta Italia. Sono state le sue mani a dare vita alle composizioni floreali che hanno arricchito le statue dei Santi durante diverse edizioni della processione del Santo Patrono. E la sua creatività, l’originalità di composizioni sempre ricercate, sono servite a rendere speciali centinaia di eventi, sia pubblici che privati, in particolare matrimoni, per i quali Vittorio curava ogni dettaglio, al punto da essere diventato leader nel settore, anche oltre il perimetro cittadino. Ieri, l’obitorio era gremito di amici increduli. Che oggi, alle 15.30, saranno all’Antico Chiostro dove il feretro del fioraio sosterà prima delle esequie, fissate mezz’ora dopo nella chiesa di San Pietro in Camerellis. Ci sarà anche Maria, che a telefono racconta: «Un giorno aveva le allucinazioni. Disse di aver visto San Matteo che gli chiedeva di spostare le orchidee. E’ stato in quel momento che ho capito che stava per andarsene. Ma l’amore che si ha dentro, quello non te lo può portare via nessuno. E questo mi darà la forza per andare avanti senza di lui».

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.