AGROPOLI

SALERNO,CLAMOROSO CROLLA LA POPOLARITA’ DI DE LUCA SALE QUELLA DELL’ARCIVESCOVO

Sindaco-Vincenzo-de-Luca-Salerno_01Moretti Braccio di San Matteo

La sorpresa giunge eclatante nel dopo festa di San Matteo. Quello che è successo,con i fischi all’arcivescovo Moretti e la disobbedienza dei portatori delle Statue i quali non si sono attenuti alle disposizioni vescovili e hanno portato le Statue in posti non previsti dal protocollo,ha di fatto venir fuori una situazione molto particolare.Intanto c’è l’inchiesta della procura ma quello è un atto dovuto.I portatori delle Statue sono comunque dei fedeli legati alla festa e alla tradizione moralmente non sono condannabili,poi la giustizia farà il suo corso e se ci sono responsabilità penali pagheranno.Va detto che sono persone che esprimono la loro fede portando le statue,attraverso le congregazioni vivono la loro cattolicità e pur estremizzando la loro professione di fede sono comunque persone ai quali va molto rispetto .L’arcivescovo Metropolita di Salerno Mons.Moretti dal canto suo ha dato delle disposizioni che vanno rispettate.I cattolici devono fare dell’obbedienza il loro punto centrale,i cattolici però non chi della fede  se ne frega e usa la festa solo per vetrina, e non può essere il caso dei portatori delle statue che di fede ne hanno tanta forse più chi si va a battere il petto ogni giorno.E quindi il problema dovè?Si fa strada nell’opinione pubblica salernitana che l’atteggiamento di chi ha fischiato l’arcivescovo e i prelati sia la cartina di tornasole dei contrasti che in questi anni ci sono stati tra la curia e il comune.Più di una dialettica aspra,è stato uno scontro istituzionale.Il sindaco qualche anno fa non partecipò alla processione in polemica con Moretti,il capo della Chiesa salernitana è sempre andato avanti per la sua strada senza guardarsi indietro.A Salerno ritengono che tutto questo sia sfociato poi nei fatti di quest’anno con la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso relativa alle disposizioni vescovili.Battute,ripicche,screzi tra la Chiesa e il municipio.Non si sono mai amati sindaco e vescovo diciamolo realmente. E con la  loro fede indiscutibile verso Dio e verso San Matteo i portatori delle statue,espressione dell’elettorato radicale dell’attuale governo cittadino,hanno inteso più seguire una linea religiosamente anarchica che di obbedienza.Chi poi durante la processione ha insultato il vescovo(sia chiaro non i portatori delle Statue ma la gente comune) con improrperi irripetibili  probabilmente ha avuto un condizionamento sociale di quanto avviene da qualche anno.Erano una minoranza. Il gradimento verso Moretti della quasi totalità della gente salernitana il giorno dopo è una scelta di campo del popolo  che tra chiesa e comune sta con la Chiesa e non con il municipio. E De Luca che dalla processione di San Matteo aveva ricevuto applausi ventennali deve prendere atto del crollo del suo gradimento a favore del vescovo intorno al quale si stringe tutta Salerno.Sergio Vessicchio