AGROPOLI

SALERNO,DIRIGENTI STRAPAGATI ALLA PROVINCIA IL PRESIDENTE CANFORA ORDINA LA RESTITUZIONE

CANFORA
Il presidente della provincia Canfora sindaco di Sarno

PROVINCIACompensi ai dirigenti, la Provincia presenta il conto. Da una verifica dagli uffici di Palazzo Sant’Agostino sulle retribuzioni dei dirigenti percepite nel corso del 2013 e 2014 risulta che 12 funzionari hanno percepito più di quanto avrebbero dovuto. Un errore, dovuto al mancato aggiornamento entro il 2012 del contratto per la dirigenza che ha comportato la cessazione della sua efficacia, spiegano da Palazzo Sant’Agostino. Soldi in più da restituire, o comunque da portare a conguaglio, per un totale di quasi 80mila euro. È quanto si legge nei due decreti firmati dal presidente Giuseppe Canfora sull’adeguamento dei livelli retributivi indennità di posizione dirigenziale per i dirigenti a tempo indeterminato nell’anno 2013 e 2014, il biennio precedente al suo insediamento. Il salasso più doloroso sarà per Alfonso Ferraiolo, dirigente al contenzioso, Domenico Ranesi, alla guida delle attività produttive, Marina Fronda, a capo del settore finanziario, Lorenzo Criscuolo dell’Edilizia scolastica, Gerardo Bellino, delle Risorse umane, Roberto Casini della Programmazione negoziata e Giuseppe D’Acunzi dell’Ambiente. Funzionari che, secondo il nuovo calcolo sulle retribuzioni percepite in quegli anni, devono restituire importi fino a un massimo di 8mila euro, come è riportato nell’allegato quattro del decreto del presidente. A seguire ci sono gli altri dirigenti, da Matilde Romito, responsabile Mostre ed eventi ad Angelo Lizio dirigente al Patrimonio, da Angelo Cavaliere della Protezione civile ad Angelo Casella della Comunicazione, fino a Ciro Castaldo del settore Turismo, debitori per aver percepito compensi con una maggiorazione stimata intorno ai 5mila euro. Ci sono poi due fortunati, Alfonso Longobardi e Catello Bonadia che, a conti fatti, non devono nulla alla Provincia, anzi sono loro a vantare un credito, un paio di migliaia di euro, nei confronti dell’ente. Insomma, scaduto il contratto per la dirigenza gli importi economici dei funzionari apicali sono stati ricalcolati in base alle fasce di valutazione previste dal contratto collettivo nazionale di lavoro e il regolamento degli uffici e servizi, recentemente modificato con decreto presidenziale. Rideterminazioni in linea con i limiti previsti dalle disposizioni normative e contrattuali e soprattutto calcolate nell’ambito delle risorse economiche destinate alla dirigenza dal contratto decentrato integrativo. Sono al lavoro per verificare «la congruità» della costituzione del fondo risorse decentrate per il personale dirigente enti locali e il suo riparto negli ultimi cinque anni i sindacalisti della Funzione pubblica. Tuttavia, ci tiene a precisare Angelo De Angelis, segretario generale della Cgil Fp, «è chiaro che chi ha preso di più deve restituire». «La contrattazione per l’area della dirigenza è ferma da sette anni», spiega il sindacalista della Fp della Cgil, «per questo abbiamo chiesto ai funzionari di quell’area di livellare la posizione economica in base a quanto prevede il contratto, ossia il minimo. Al momento – aggiunge – stiamo verificando la congruità del fondo e il suo riparto negli anni precedenti, ma è chiaro che chi ha preso di più deve restituire o comunque mettersi in regola».
La cornice è quella di Province con i conti in rosso, alle prese con la non facile attuazione della legge Delrio, i tagli ai finanziamenti, la riorganizzazione del personale. Con gli enti locali costretti a setacciare le pieghe dei bilanci per rinvenire economie, ma anche abolire vecchi privilegi. Dalla vendita delle auto blu all’obbligo per i dirigenti, introdotto dal presidente Canfora, di timbrare il cartellino per attestare la propria presenza in ufficio.

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.