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SALERNO,ECOAMBIENTE,MARIO CAPO SFIDUCIATO

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Nella foto Mario Capo con l’onorevole Cirielli e il fratello Peppo Capo

Il presidente di Ecoambiente, Mario Capo, è stato sfiduciato. La mozione è stata presentata in consiglio provinciale ed è stata votata dalla maggioranza e dall’opposizione dopo la relazione del delegato all’ambiente Mimmo Volpe. Insieme a Capo, la Provincia di Salerno ha deciso di sfiduciare anche gli altri vertici della società che si occupa della gestione dei rifiuti. La scelta è arrivata in virtù della situazione debitoria, della mancata restituzione alla provincia di un’anticipazione di due milioni e mezzo di euro, e della mancata convocazione dell’assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio. Evidenziate anche delle assunzioni di personale non appartenente al ciclo integrato dei rifiuti.FONTE INFOCILENTO.IT

QUESTO IL TESTO DELLA MOZIONE DI MIMMO VOLPE

mimmo volpeLe numerose riunioni con i funzionari ed i dirigenti dei settori avvocatura, ambiente e partecipazioni societarie dell’Ente hanno evidenziato una situazione rilevante e preoccupante inerente l’amministrazione della società a totale partecipazione pubblica EcoAmbiente Salerno”. Così il consigliere delegato all’Ambiente, Mimmo Volpe, introducendo i lavori del Consiglio provinciale monotematico su Ecoambiente. Volpe ha letto ai consiglieri presenti la relazione sull’operato di Ecoambiente, una sorta di j’accuse di tre pagine contro la gestione privata ed unipersonale della società provinciale, in totale spregio del socio proprietario. Un documento che il Consiglio provinciale ha approvato all’unanimità.”La Provincia – ha affermato il consigliere Volpe – ha più volte chiesto la convocazione dell’assemblea affinché per ristabilire la legittima composizione degli organi societari, procedesse alla nomina del Consiglio di sorveglianza e, quindi, del Comitato di gestione. L’unico amministratore rimasto in carica – il resto degli amministratori, dimissionari, non hanno più partecipato attivamente alla gestione societaria -, disattendendo le legittime richieste della compagine sociale, non ha mai proceduto alla convocazione dell’assemblea per il rinnovo\sostituzione degli organi ordinari di gestione. Dal 7 agosto Ecoambiente ha operato in forma unipersonale in violazione dei dettami statutari, regolamentari e normativi. Una gestione monocratica sottratta al controllo della Provincia, socio proprietario. Molti, troppi i paradossi frutto della gestione monocratica – ha aggiunto Volpe – . Per cominciare, la gestione economico-finanziaria è totalmente fuori controllo: mancano i bilanci 2014\2015;la bozza di bilancio 2014 è discordante con quello approvato nell’ultimo bilancio 2013; mancano le relazioni trimestrali; manca il piano industriale. Anche la gestione amministrativa è viziata da rilevanti negligenze. Sul piano giudiziale, la Provincia è stata costretta ad adire il Tribunale di Salerno per ottenere coattivamente la restituzione di un prestito di oltre 2,5 milioni di euro che, concesso in passato alla società partecipata per far fronte ad una crisi di liquidità, questa si è sempre rifiutata di ripagare adducendo pretestuosi impedimenti. La società è stata inadempiente anche sulel comunicazioni relative alla gestione del ciclo integrato dei rifiuti: mancano i dati inerenti i costi, la determinazione della tariffa, gli accantonamenti relativi alla gestione post mortem delle discariche che- incassati dalla Ecoambiente – non sono evidenziati in bilancio né riversati alla Provincia. In definitiva – ha concluso Volpe – la gravità della situazione di Ecoambiente impone al socio unico Provincia di attivare ogni azione consona a ristabilire un corretto equilibrio tra la proprietaria e la partecipata. A questo punto è improcrastinabile la convocazione dell’assemblea per la nomina degli organi societari rimasti, da ormai troppo tempo, vacanti”.

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.