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SALERNO,FORZA ITALIA DICE NO AL MOSCHEA PER MOTIVI DI ORDINE PUBBLICO,INTERVIENE ANCHE LA DIOCESI

 

wpid-sf02058l-kqgd-u4601083705284yvg-180x140@corrieremezzogiorno-web-mezzogiorno.jpg.jpegSALERNO — Diventa un caso prettamente politico l’istituzione del primo luogo di culto islamico nella città di Salerno da parte della comunità del Bangladesh. Ad attaccare in una nota l’amministrazione comunale per aver lasciato fare, senza opporsi, è Antonio Roscia, coordinatore di Forza Italia Salerno, che parla di un’iniziativa «figlia ancora una volta della linea populista e demagogica dell’amministrazione di sinistra della città di Salerno». Roscia continua precisando che la moschea, sorta nel centro di Salerno, non avendo caratterizzazione sciita o sunnita, ma appartenendo alla minoritaria scuola della Mouride di Touba, possa creare problemi di ordine pubblico causati dal diverso orientamento spirituale dei suoi appartenenti.

In campo anche la Diocesi

Ma a contraddirlo, confermando che gli appartenenti al gruppo sono tutti sunniti e sciiti che si incontrano esclusivamente per pregare, con tanto di orario di apertura e chiusura della struttura, è proprio Hossain Alamgir, presidente della comunità del Bangladesh che ha portato avanti questo progetto, realizzato dall’associazione culturale e religiosa «Bangladesh». A rispondere invece alla necessità di porre dei limiti, evidenziata dal rappresentante di Forza Italia, che ha ricordato le parole del cardinale di Milano Angelo Scola «aprirsi al bisogno di fede ma con paletti precisi», interviene don Alfonso D’Alessio, direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi di Salerno, sottolineando che «ognuno ha il diritto e la libertà di pregare il proprio Dio, quale segno di accoglienza e integrazione, pur con l’augurio che lo stesso possano fare i cristiani in tutto il mondo perseguitati per la propria fede. Il discorso non è certo quello del “do ut des” – precisa don Alfonso – il mio è un auspicio e un voler ricordare il dovere di ogni buon cristiano, il rispetto reciproco è fondamentale». Difficile non cadere in facili strumentalizzazioni quando si parla di temi caldi come la fede musulmana associata sempre al pericolo terrorismo. «Il rischio è quello di guardare al diverso con pregiudizio – conclude don Alfonso – vorrei che l’accoglienza fosse fatta senza ideologismi da nessuna parte, la politica non deve entrarci, le persone che sentono il bisogno di pregare non devono essere utilizzate in alcun modo politicamente».

«Salerno non è pronta per la moschea»

Per il consigliere comunale di opposizione Raffaele Adinolfi «Salerno non è pronta per una moschea, si apra un dibattito pubblico e poi si faccia un referendum consultivo». I musulmani a Salerno si sono sempre riuniti per pregare, a Pastena, a Torrione, in pieno centro storico, sul lungomare per festeggiare la fine del ramadan, senza fare tanto clamore, questa volta l’unica differenza è il fatto che questa pacifica comunità abbia voluto fare delle comunicazioni ufficiali al Comune, tra l’altro non necessarie, come ha tenuto ad evidenziare il sindaco Napoli, «un di più», per informare dell’istituzione di questo luogo di culto, non realizzato dall’amministrazione, ma finanziato da una privata associazione.

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.