AGROPOLI

SALERNO,GARE D’APPALTO TRUCCATE A GUDIZIO L’EX PRESIDENTE PD VILLANI E ALTRI 75 INDAGATI

L'EX PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI SALERNO ANGELO VILLANI
L’EX PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI SALERNO ANGELO VILLANI
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IL PM ROSA VOLPE

Più di sessanta gare d’appalto truccate, ventisei atti falsi e trentadue episodi di corruzione in cui gli inquirenti tracciano uno scambio di denaro tra imprenditori e pubblici funzionari. Sono i numeri dell’inchiesta “Due Torri bis”, per la quale il giudice dell’udienza preliminare Renata Sessa ha deciso il rinvio a giudizio di 77 persone tra politici, funzionari e imprenditori. A processo, con l’accusa di corruzione, andrà tra gli altri il sindaco di Agropoli Franco Alfieri, già assessore provinciale ai lavori pubblici, accusato di avere intascato mazzette per 25mila euro per orientare l’aggiudica di alcuni appalti in Provincia. Il pagamento è stato ricostruito in due tranche: una di 10mila euro, versata nel 2006 per il completamento delle strade Campagna-Oliveto Citra e Capaccio-Stio; l’altra per i restanti 15mila, per alcuni lavori di somma urgenza. Imputato, nel processo che inizierà il 9 gennaio davanti alla terza sezione penale, è anche l’ex presidente della Provincia, Angelo Villani, che risponde di peculato perché avrebbe fatto asfaltare con denaro pubblico (40mila euro il valore del bitume impiegato) la strada che portava al deposito di un suo supermercato Alvi a Fisciano.Secondo i pubblici ministeri Rosa Volpe, Francesco Rotondo e Gugliemo Valenti quello che era stato messo in piedi era un sistema corruttivo che garantiva a un cartello di imprese il monopolio degli appalti. Un cartello guidato dai costruttori nocerini Giovanni e Rino Citarella (che hanno già patteggiato nel primo filone dell’inchiesta “Due Torri”) e per il quale sono ora imputati i familiari Prisco e Cristian. A garantire il sodalizio sarebbero state le tangenti a otto funzionari provinciali, che secondo la Procura hanno incassato “mazzette” tangenti di importi tra i 3mila e i 50mila euro. Ma il gruppo si sarebbe radicato anche in altri enti, orientando appalti nei Comuni di Agropoli, Nocera Inferiore, Battipaglia e Campobasso.I capi d’imputazione vanno dall’associazione a delinquere, alla turbativa d’asta e alla corruzione. Solo due, dei 79 indagati iniziali, hanno deciso di patteggiare: i dipendenti provinciali Francesco Iemma e Pasquale Velleca (il primo già condannato a sei mesi per aver cercato di nascondere un hard disk durante una perquisizione), accusati di aver consentito che a svolgere i lavori fossero ditte diverse da quelle che figuravano nell’aggiudica.Il gup ha dichiarato il non luogo a procedere, per prescrizione, di ventidue delle oltre sessanta gare che finite nel mirino. Per gennaio si prevede che saranno estinti anche altre turbative, tra cui quella in cui sono coinvolti i costruttori Edmondo e Immacolata Ritonnaro.