AGROPOLI

SALERNO,GLI ASSESSORI COMUNALI CANDIDATI DEVONO DIMETTERSI

 

 I punti all’ordine del giorno passano tutti. Anche la presa d’atto sulla deliberazione della Corte dei Conti fila liscia come l’olio. Per il resto il Consiglio comunale di ieri mattina ha tutta una impronta politica, anzi elettorale in vista del prossimo appuntamento con le regionali che vede in campo direttamente l’ex sindaco Vincenzo De Luca, oltre che alcuni assessori comunali e consiglieri. Il record degli interventi è di Cammarota che sul tavolo pone diverse questioni, senza trascurare naturalmente il suo cavallo di IMG_2208.JPGbattaglia: ossia il caso Soget che al termine della seduta sarà un ordine del giorno aggiuntivo, respinto dalla maggioranza ormai strutturalmente arricchita, in ogni votazione, dai voti di Ferrazzano, Paky Memoli e Alessandro Ferrara. Ma l’aspetto politico vede il contrasto tra destra e sinistra, ossia tra caldoriani e deluchiani. Cammarota si pone fuori dai giochi ma la sua proposta è chiara: «Gli assessori che intendono candidarsi si dimettano. Non possono bloccare l’attività amministrativa del Palazzo. Poi se Napoli vorrà – se non dovessero essere eletti – potrà nominarli nuovamente. Ma ora lascino lavorare chi non è impegnato in questa competizione». Una proposta che fa storcere il naso agli aspiranti candidati che siedono alla destra e alla sinistra di Napoli. Tant’è che il commento di Luca Cascone non tarda ad arrivare via Facebook. «Quanta demagogia», scrive l’assessore candidato. Ma sottobanco nella stessa maggioranza la proposta Cammarota è condivisa. Naturalmente non a viso aperto ma sarebbero alcuni che nell’orecchio di Napoli e quindi di De Luca avrebbero sussurrato l’opportunità di congelare le deleghe di assessori candidati. «E’ un atto di rispetto morale, istituzionale e politico», rincara Cammarota che alla commissione elettorale, invece, propone: «Non facciamo come lo scorso anno, gli scrutatori vengano sorteggiati tra i giovani disoccupati. Ora il tempo c’è per farlo».

SI PARLA ANCHE DI RIFIUTI E BASSOLINO.

Ma il botta e risposta c’è sui temi regionali, quando addirittura si tira in ballo la gestione Bassolino parlando del ciclo integrato dei rifiuti. Celano addita la colpa anche a Vincenzo De Luca: «Lo ha sostenuto anche lui (a Bassolino, ndr). Ricordo che il suo candidato era Ugo Carpinelli». Apriti cielo dalla maggioranza con Luca Sorrentino che ammette, invece, l’atavico contrasto con l’ex Governatore. «De Luca ha sempre contrastato la fallimentare politica regionale di Bassolino». Considerazioni che tutti fanno ma che dette in aula consiliare e alla vigilia del voto regionale che vede – di fatto – un’alleanza partitica tra De Luca e Bassolino pesano come un macigno.

25 APRILE E UNIONI CIVILI

In aula approdano anche 25 aprile e le unioni civili. Due argomenti portati dal consigliere comunale Emiliano Torre che chiede «manifestazioni in vista dell’anniversario della Liberazione» e che segnala un caso di un salernitano sposato da diversi anni con una persona dello stesso sesso all’esterno ma che «ormai – dice – da parecchi mesi vede negarsi il diritto al ricongiungimento familiare in Italia per il suo coniuge extracomunitario». «Ho chiesto – spiega Torre – che il sindaco intervenga affinché si faccia garante del godimento dei diritti riconosciuti a tutti noi cittadini italiani e validi per anche per l’amico che soffre per il mancato ricongiungimento familiare. Ho chiesto che venga ricevuto in Comune e che la sua vicenda venga supportata dalle istituzioni politiche». Quanto, invece, agli eventi del 25 aprile, Cammarota e Celano chiedono che sia «la festa del tricolore e non delle bandiere rosse».

LA MULTIUTILITY

Via libera anche al piano di razionalizzazione delle società partecipate e comunali, così come approvato dalla giunta. Ci sarà una super holding mentre verrà mantenuta in vita la Salerno Pulita. Ma è Zitarosa che solleva il caso della Centrale del Latte, la municipalizzata venduta alla New Lat. «Chiedo che venga annullato il bando – dice il consigliere comunale forzista, per due ordini di motivi: il primo perché manca il certificato antimafia della società che ha acquisito la Centrale. Il secondo per la fideiussione che ha ottenuto la società da parte del Comune. Una condizione questa sopraggiunta dopo la pubblicazione del bando e discriminante, dunque per le altre società interessate all’eventuale acquisto della Centrale del Latte».

LA CAPPELLA IN VIA VINCIPROVA

Disco verde anche per la realizzazione della cappella in via Vinciprova. L’unica perplessità è del consigliere comunale Augusto De Pascale: «Bene la chiesa ma cambiamo il progetto. Esteticamente è brutta».

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.