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SALERNO,SAN MATTEO E’ SUCCESSO DI TUTTO,L’ARCIVESCOVO MORETTI FISCHIATO E CONTESTATO,IL PREFETTO HA LASCIATO LA PROCESSIONE/VIDEO

SAN MATTEO Una sorta di via crucis per l’arcivescovo Luigi Moretti: ai salernitani, alla fine, è stata negata la festa di San Matteo. Fischi, colpi di scena, cori offensivi: se ne sono sentite di tutti i colori in occasione del corteo religioso che avrebbe dovuto avere meno applausi e più preghiere. Ad inaugurare i fuoriprogramma, il battibecco tra il sindaco De Luca e don Antonio Quaranta al Duomo per via, pare, di un posto non assegnato. Ma l’episodio non è stato nulla rispetto a tutto quello che è accaduto dopo. Ad iniziare dal ritardo dell’uscita delle statue voluto dai portatori, irritati per la decisione del vescovo di allestire le statue nell’atrio, con la MORETTI SAN MATTEOconseguenza di dover rinunciare all’uscita dal Duomo.E le proteste dei capiparanza sono proseguite con ritardi, soste non previste e giravolte, fino ad arrivare al totale stravolgimento del percorso stabilito. In barba agli accordi, infatti, i portatori si sono recati in tutte le tappe della tradizione che erano state eliminate secondo le disposizioni della Curia, come quella in piazza Cavour. Una scena decisamente imbarazzante alla Provincia: le statue sono state poggiate in strada, come mai era successo. Gesto questo che ha indignato innumerevoli cittadini. Come se non bastasse, all’altezza del Comune, portatori e folla, tra fischi e urla, hanno addirittura interrotto la preghiera irrompendo a Palazzo di Città, dove l’ingresso è stato trovato misteriosamente accessibile per il corteo. Nemmeno la rinuncia ai fuochi artificiali stabilita dal sindaco De Luca per adeguarsi alla sobrietà invocata dalla chiesa è stata rispettata: uno spettacolo pirotecnico non è mancato in via Mercanti come anche in via Da Procida. La processione che sarebbe dovuta essere più san matteo 2-2-2breve è durata oltre 3 ore. Tra insulti e polemiche, il vescovo è stato scortato da questore e Digos mentre passava tra la folla, fino al suo rientro in Cattedrale, insieme al Braccio di San Matteo. “Che Dio vi benedica. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a fare una bella manifestazione di fede: grazie”, ha concluso l’arcivescovo rivolgendosi alla folla, dopo la tradizionale corsa di San Matteo per la scalinata. E nemmeno in quel momento sono calate le urla dei salernitani che, al contrario, hanno poi intonato cori da stadio incitati dai portatori.