AGROPOLI

SALERNO,SI CHIAMAVA ALBERT IL GOVANE MORTO FOLGORATO SULLA LUNGO IRNO ED ERA UN PORTIERE

albertSi chiamava Albert Chiarello il ventenne rimasto folgorato domenica notte in una cabina elettrica di un impianto di trasformazione delle Ferrovie dello stato sulla Lungoirno. Il ragazzo, originario della Bielorussia, viveva da tempo a Salerno, adottato da genitori italiani. In molti si ricordano di lui e la sua pagina Facebook è stata inondata in poche ore da messaggi d’affetto per questo ragazzo alto un metro e novanta, biondo, con la passione per il calcio, faceva il portiere e giocava nella Longobarda Salerno. “Ci hai lasciati tutti a bocca aperta, eri fatto a modo tuo, avevi sempre voglia di ridere, di scherzare, di giocare, con la testa di chi ne aveva passate tante – si legge in un messaggio – ma con gli occhi di chi ha saputo superare gli ostacoli”.Ieri notte la fatalità che ha tolto la vita al giovane Albert, proprio mentre giocava con un amico, secondo una prima ricostruzione della polfer, il giovane ha scavalcato il muro di recinsione che costeggia la stazione ferroviaria nell’area della centrale elettrica e i moduli dell’alta tensione l’hanno folgorato. In un primo momento non è stato neppure possibile spostare il corpo, si è dovuto attendere l’interruzione della tensione per mano degli operai dell’Enel. La salma poi è stata sottoposta a sequestro. Sotto choc l’amico che in quel momento si trovava con Albert, anche lui biolorusso, accanto anche la madre del ragazzo disperata. Sul posto sono arrivati poi il sindaco Vincenzo Napoli e l’assessore all’urbanistica Mimmo De Maio.

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.