AGROPOLI

SALERNO,UCCISI DOPO L’UMILIAZIONE AL BOSS

tre fermi
Le tre persone fermate per il duplice omicidio a Fratte. Da sinistra: Matteo Vaccaro, il figlio Guido Vaccaro e Roberto Esposito

SALERNO. Antonio Procida e Angelo Rinaldi sono stati uccisi perché hanno messo in discussione il comando di Matteo Vaccaro nella zona di Ogliara. La causa scatenante è stata l’affissione di manifesti elettorali, ma il motivo vero sarebbe stato l’affronto subito da Matteo Vaccaro, nel bar Vintage di Fratte e poi in piazza, da parte di Antonio Procida il quale gli avrebbe detto: “Tu non conti più niente”.

Il bar vintage a Fratte dove è...
Il bar vintage a Fratte dove è avvenuto il litigio
Un affronto che è stato lavato con il sangue perché in gioco c’era il prestigio del boss che aveva il bisogno di riaffermarlo soprattutto dopo che nella frazione collinare sono arrivati altri personaggi provenienti da via Capone, dove per decenni alcuni edifici avevano ospitato famiglie di malavitosi. Per questo, secondo la polizia, Matteo Vaccaro, 57 anni, avrebbe comandato l’omicidio al figlio Guido, 35 anni, e Roberto Esposito (44) che ieri sera (martedì 6 maggio) hanno ucciso Antonio Procida e Angelo Rinaldi nella traversa Magna Grecia di via dei Greci. I tre sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto.Non è da escludere che l’obiettivo dell’agguato potesse essere solo Antonio Procida e che Angelo Rinaldi sia stato ucciso solo perché in quel momento si trovava con lui. Ma questo è solo uno degli aspetti su cui nelle prossime ore gli investigatori dovranno far luce.Intanto, si è appreso che le due vittime dell’agguato dovevano provvedere all’affissione dei manifesti elettorali per conto di un candidato di Forza Italia alle prossime elezioni regionali della Campania, Romano Ciccone. «Sono ancora stravolto per quello che è accaduto», ha detto Ciccone.  «Conoscevo le due vittime, Antonio Procida e Angelo Rinaldi. Erano venuti nel mio ufficio per chiedermi se potevano affiggere i miei manifesti elettorali, in quanto candidato alle prossime regionali in Campania». «Non conosco, invece – aggiunge Romano – Vaccaro  che, apprendo, avrebbe litigato con uno dei due ieri mattina, qualche ora prima del duplice omicidio. Sono senza parole e mi sembra assurdo quanto accaduto. Procida e Rinaldi erano persone normali. Quando sono venuti da me a chiedermi il lavoro non avevano certo sguardi minacciosi o chissà cosa. Era gente comune, entrambi molto disponibili. Sono convinto che la magistratura farà il suo dovere e si farà completamente luce su questo increscioso fatto di cronaca».«Da qualche giorno – ha aggiunto Ciccone – erano stati consegnati i manifesti ai due che avevano iniziato ad attaccarli per la città proprio nei giorni scorsi». Il candidato di Forza Italia ha spiegato anche la procedura per avere l’autorizzazione all’affissione a fini elettorali. «È necessario – ha sottolineato Ciccone – avere, cosa che io ho, ovviamente, il mandatario elettorale per poter procedere. Bisogna fare una comunicazione alla Corte d’Appello dove si annuncia la volontà di attaccare i manifesti per la campagna elettorale. Poiché sono candidato mi posso avvalere di questa possibilità negli spazi appositi. Dopo che si è aperto un conto corrente e dopo che si sono espletate alcune pratiche burocratiche – ha concluso – si può procedere tranquillamente, in automatico, senza alcuna comunicazione ulteriore al Comune».FONTE LA CITTA’
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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.