AGROPOLI

SANITA’ IL PD CONTRO SQUILLANTE E CALDORO PER IL PIANO OSPEDALIERO

SQUILLANTE CALDORO
SQUILLANTE E CALDORO

A tre giorni dal tavolo tecnico sulla Sanità convocato dal governatore Caldoro in Regione per discutere del piano ospedaliero redatto dal direttore generale dell’Asl Salerno, Antonio Squillante, il fronte bipartisan in difesa dei reparti di Ostetricia e Pediatria dell’ospedale di Eboli si sfalda sotto i colpi della polemica politica.Per Tommaso Maioriello, componente della direzione provinciale del Pd «è un grave errore,mentre si discute delle sorti dell’ospedale di Eboli, accreditare l’idea che su questo tema la politica non c’entri o non abbia responsabilità». Per l’esponente del Pd, infatti, «Squillante e Caldoro sono infatti due facce della stessa medaglia: il primo è chiamato a svolgere il ruolo del “bastone” e l’altro il ruolo della “carota”, mentre entrambi continuano a demolire la sanità nella Piana del Sele». «Sono anni – aggiunge – che l’Amministrazione e il Consiglio lanciano grida di allarme sull’operato dell’Asl. Lo scorso dicembre il Consiglio ha approvato una delibera d’indirizzo per salvaguardare il presidio ospedaliero ed i reparti di ostetricia e pediatria.La destra preferì la solidarietà di parte alla difesa del diritto alla salute degli ebolitani. Pertanto chi allora votò “no” e oggi scende in piazza – osserva Maioriello – dovrebbe quantomeno avere l’onestà di ammettere che in quella occasione commise un errore». Quindi un riconoscimento politico alle mamme del Comitato spontaneo: «a loro solo va attribuito il merito di aver risvegliato la coscienza degli ebolitani su questo argomento».Bordate contro esponenti del centrodestra arrivano anche dal consigliere FaustoVecchio: «I politici locali fedelissimi di Caldoro, Cirielli e Squillante e loro strenui difensori, erano presenti sia all’incontro presso l’Asl di Salerno del 24 luglio sia alla manifestazione del 25 luglio. Il Governo nazionale stanzierà per la Campania 10 miliardi per il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza e sembra che di tale cifra non più di 900 milioni toccherà alla provincia di Salerno, ossia meno di un decimo». E, aggiunge Vecchio, «nonostante la presenza di strutture universitarie, nessuno parla di poli di eccellenza, piuttosto di serbatoi elettorali di Caldoro». Nella provincia di Salerno pare che siano stati individuati tre poli sanitari: «l’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore, l’Azienda Universitaria Ruggi di Salerno.L’Ospedale San Luca di Vallo della Lucania. In tal caso i presidi della Valle del Sele, quelli commissariati, le cui attività vengono quotidianamente interrotte, limitate ed osteggiate, difficilmente avranno un futuro – afferma il consigliere – Non a caso il decreto 82 non inserisce tra le priorità l’ospedale unico della Valle del Sele». Nel frattempo, osserva Vecchio, «avvengono strani movimenti di compravendita di strutture sanitarie private, pronte a supplire alla carenza di offerta pubblica. Noi continuiamo la nostra battaglia per difendere il diritto alla salute dei cittadini contro chi vuole il degrado e lo scempio del nostro territorio».Antonio Elia