AGROPOLI

TUTTI IN CARCERE I CARNEFICI DI SAN VALENTINO TORIO,LA MADRE DELLA RAGAZZA VIOLENTATA: “NESSUN PERDONO”

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Il carcere di Nisida

Andranno tutti in carcere a Nisida i cinque ragazzi accusati di violenza sessuale di gruppo ai danni di una 16enne originaria di Sarno domenica sera. Nell’udienza di convalida degli arresti di questa mattina, il gip Maria Rosaria Minutolo ha accolto le richieste del sostituto procuratore angelo Frattini. Rigettate le richieste dei difensori dei cinque ragazzi di San Valentino Torio.Ragazzi tra i 15 e i 17 anni, che per loro stessa ammissione hanno partecipato all’orrore avvenuto in quel garage di San Valentino Torio. Al di là delle singole versioni c’è il video delle telecamere di sicurezza che mostra quanto accaduto.In quel video passano tutti i protagonisti di domenica sera. La ragazza che parla con il suo amico che l’avrebbe tradita conducendola in una trappola, i primi due che scendono nel box prendendo la ragazza per le braccia e trascinandola giù. E poi, dopo pochi minuti, l’arrivo degli altri tre, con i primi che andavano via. È stato quell’amico “traditore” ad aiutare l’adolescente violata a rivestirsi, a ritornare su e ad andare nei pressi della villa comunale. Lì aspettavano anche gli altri. Quelli che sono scappati quando hanno capito che la ragazzina stava raccontando tutto al compagno della madre.

La madre della ragazzina violentata:

« L’hanno rovinata»

«Io la parola perdono, non la capisco più per me non esiste. Quelli sono dei killer, dei criminali. Sono persone chedistruggono una ragazzina di 14 anni». Non intende perdonare gli aguzzini della figlia la madre della 14enne di Sarno violentata da cinque ragazzi a San Valentino Torio.  La madre in una intervista esclusiva pubblicata dal quotidiano La Città di Salerno oggi in edicola racconta il suo dolore e quello della figlia. Quattordici anni e non 16 come detto inizialmente la ragazzina che sogna di fare la cuoca è cresciuta senza il papà ma con accanto una madre forte e coraggiosa che la sta aiutando ad affrontare questa terribile vicenda.«Vorrei far vedere ai loro genitori solo il luogo dove è stato consumato questo orrore, là è finita la vita di bambina di mia figlia. Magari non ha un padre ma la mamma ce l’ha e io l’ho cresciuta con le bricioline, dopo di lei ne sono arrivati altri e lei mi ha aiutato».L’hanno aspettata e le hanno tolto il cellulare secondo quanto denunciato. Poi l’hanno trascinata sotto quel garage. Ma chi la ragazza stuprata e cos’altro è accaduto in quel garage degli orrori?  Nelle parole della mamma rilasciate a La Città il ricordo di due ore che hanno cambiato per sempre una ragazzina. E poi quei morsi sulle braccia… «Io a quello che ha dato quei morsi a mia figlia me lo mangio vivo».Poi si rivolge al papà di uno dei ragazzi del branco: «Voglio dire al papà di quel bambino che ha detto che mia figlia lo ha voluto lei, che avrei capito ma non accettato la violenza di uno, ma non il gruppo».

sergio

Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.