AGROPOLI

VALLO DELLA LUCANIA OSPEDALE AL COLLASSO,I SINDACATI ALL’ATTACCO

ospedale san lucaVALLO DELLA LUCANIA. «L’estate è finita, la Cilentana è nuovamente chiusa, l’ospedale è allo stremo, il sindacato protesta, la dirigenza fa i suoi giochi, gli operatori sono pochi e stanchi, l’utenza soffre». È questo lo scenario che gli operatori ma anche gli utenti vivono all’ospedale “San Luca” di Vallo, secondo quanto denunciato da Adriano Cirillo, della segreteria Uil-Flp. «Da quando siamo Asl Salerno unica – precisa Cirillo – si sono alternati tre commissari straordinari, un direttore generale, e adesso ancora un commissario straordinario. Per noi di Vallo però non è cambiato mai niente: continuiamo a pagare debiti di altri, cattiva organizzazione dall’alto, ripicche politiche, presunte protezioni che poi si rivelano tutt’altro, sciatteria amministrativa».«Il “San Luca” – sottolinea Cirillo – è inquadrato, in ogni Piano ospedaliero a qualsiasi livello, sia Regionale che Aziendale, come Dea di III livello prima e di II adesso. In parole semplici siamo sulla carta costantemente inquadrati come uno di quegli ospedali che dovrebbe essere in grado di sopperire ad ogni tipo di emergenza-urgenza garantendo livelli assistenziali alti»; ma «di fatto i signori che ci amministrano, quelli di prima e, per ora, quelli di adesso, non hanno mai garantito le risorse umane, economiche e strutturali, necessarie per consentirci di lavorare ai livelli che ci competono».«Di volta in volta – evidenzia – tirano fuori “lo scudo” del blocco regionale (…) però poi pagano centinaia di migliaia euro per consulenti esterni». «Ad oggi, dopo anni di promesse – afferma il segretario Cirillo – non è arrivato nessuno dei 7 cardiologi che a giugno del 2014, rispondendo alle nostre proteste, ci “vendevano” per già quasi sulla soglia dell’ingresso dell’ospedale, e in più non è arrivato nessuno dei 5 anestesisti e nessuno dei 2 medici di laboratorio». «Immaginate – aggiunge – che l’angiografo per la nostra Emodinamica, che sempre nel giugno del 2014 ci raccontavano quasi pronto per il montaggio, ad oggi non solo non è montato ma nemmeno si sa che fine abbia fatto a fronte di una delibera di acquisto del maggio 2013. Intanto chi lavora in Emodinamica lo fa compiendo miracoli, solo per garantire la vita degli infartuati, con un angiografo vecchio di 16 anni». «La Utic del nostro ospedale – conclude – ha il tappeto per le prove da sforzo rotto da 8 anni, vi sembra normale? Per eseguire, tramite Cup, la via ufficiale, una “rettoscopia”da esterno, c’è chi da due mesi non riesce nemmeno a prenotarla» pare «per un guasto all’apparecchio». Questo accade ad un presidio che, unico in tutto il Cilento dopo la chiusura del nosocomio di Agropoli, deve sopperire ad un’utenza di migliaia di persone.Andrea Passaro (Lacitta’)

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.