AGROPOLI

VALLO DELLA LUCANIA,SCOPPIANO I REPARTI,PRONTO SOCCORSO IN TILT,ASL SOTTO ACCUSA

ospedale-vallo-della-lucaniaGiornate infernali quella vissute ieri e l’altro ieri  dagli utenti dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania alle prese con reparti chiusi e pronto soccorso al collasso. Martedì mattina e stato chiuso il reparto di chirurgia generale, i pazienti sono stati trasferiti nelle stanze di chirurgia d’urgenza. È facile immaginare il momento di difficoltà vissuto da pazienti ed operatori sanitari. Uno scenario degno del terzo mondo racconta chi ha avuto il modo di passare per chirurgia di urgenza. Un reparto al collasso con i pazienti stipati nelle stanze come sardine. Stessa situazione si è registrata al Pronto soccorso. Come più volte denunciato dalle organizzazioni sindacali con l’arrivo dei vacanzieri e la chiusura dell’ospedale di Agropoli il lavoro del pronto soccorso del San Luca è aumentato in maniera vertiginosa. Anche ieri pomeriggio si è registrato il caos e lo stato confusionale,  è destinato a a peggiorare ulteriormente se non si provvederà ad una diversa organizzazione del lavoro. La drammaticità della situazione é racchiusa in un documento redatto in questi giorni dalla Fenaip sanità “E’ chiaro – denuncia Andrea Sansone – la coperta è corta, si devono contrarre tutte le altre attività dell’ospedale per recuperare personale. Quindi per interventi di elezione, visite specialistiche, esami strumentali di vario genere i pazienti hanno tre possibilità: venire al pronti soccorso recitando la parte del moribondo sperando di riuscire ad entrare senza calpestare il personale, tornare a settembre con il fresco, oppure accedere ad altre strutture private che certamente ringrazieranno di cuore”. Questo è solo l’inizio di una estate che si preannuncia bollente. L’utenza nel giro di due mesi aumenterà ma a tutto ciò non sembra corrispondere un buon piano di emergenza urgenza che allo stato avrà conseguenze negative sul personale sanitario con un impoverimento di risorse umane a danno degli utenti. Intanto dagli infermieri del 118 dell’ex Asl Sa 3 scatta la protesta poiché da cinque mesi non vengono retribuiti. In una lettera  inviata al direttore generale dell’Asl, Antonio Squillante, a firma del segretario provinciale della Uil, Biagio Tomasco,  ribadiscono che tale situazione “non è più tollerabile, anche in virtù del fatto che i dirigenti medici che afferiscono a tele servizio siano stati regolarmente e lautamente pagati. Se le pendenze non verranno saldate, il servizio di emergenza subirà un considerevole scossone che lo porterà  al collasso.Carmela Santi