AGROPOLI

VANDALISMO O MESSAGGI? COSA SI CELA DIETRO GLI ATTI BARBARI ACCORSI NEL TERRITORIO CAPACCESE?

Pasquale QuagliaDI PASQUALE QUAGLIA.Che gli atti accaduti nelle scorse ore nel territorio capaccese siano frutto di una o più mani perverse, non lasciano dubbi a riguardo, tuttavia bisogna comprendere se tale perversione è solo l’effetto di un insensato vandalismo o invece, abbia un filo logico intessuto da qualcuno che tenta di ricamare scrupolosamente la sua tela di ragno. Prima il massacro della dozzina di bufalini rinvenuti, o meglio fatti rinvenire, in località Cannito, legati insieme tra di loro. Poi la lastra di travertino recante la scritta Benvenuti a Capaccio Paestum, sita in località Cerro e distrutta. In ultimo l’incendio doloso al capannone di lavorazione legno situato lungo via Vignone. Episodi isolati o collegati tra loro? Analizzando l’arco di tempo, minimo, le ipotesi sono varie: siamo davanti ad una banda di vandali (trovo complesso l’agire in ogni cosa singolarmente) in preda ad un raptus distruttivo che ha portato a compiere simili abomini; Si tratta di più orde vandaliche, forse in combutta, forse incorse in un’illogica contemporaneità, che abbiano commesso simili scempi. Oppure, altra ipotesi, dietro ad ogni avvenimento c’è un legame, ancor più, un messaggio in codice da interpretare, se non già interpretato da qualcuno e celato dietro il più classico segreto omertoso. Spostandoci dalle tempistiche, insolite o studiate, cerchiamo di analizzare gli atti, accantonando il puro vandalismo, che non troverebbe nessuna spiegazione se non la cattiveria, e tentiamo l’ipotesi del collegamento: Perché la lastra di travertino recante la scritta Capaccio Paestum? Perché proprio la lastra sita in località Cerro? Qualcuno che odia il nome Paestum associato a Capaccio? Potrebbe essere, ma perché ora? Perché proprio la lastra sita in quella zona, considerando che non è l’unica presente sul territorio? E se fosse un odio nei confronti non del nome ma del contenuto, cioè degli abitanti? Chi potrebbe odiare i cittadini di Capaccio Paestum? E perché? E soprattutto perché distruggere proprio la lastra in zona Cerro? Dice qualcosa? Conduce forse in una zona in particolare? Riflettiamo e meditiamo anche sugli altri episodi. I bufalini. Sappiamo tutti le problematiche concernenti lo smaltimento dei capi maschi del bestiame delle aziende bufaline, però, se qualcuno voleva evadere tali procedure, perché farle rinvenire e attirare l’attenzione? Perché in quel modo macabro, legati tutti insieme? Nascono forse in un giorno dodici bufalini o provengono da più aziende diverse? Non sono rari gli episodi verificatisi nel Cilento di uccisioni di bestiame mostrato volutamente come segnale di chissà quale losca trama, però si tratta di animali di natura selvatica, non di animali allevati e difficilmente rintracciabili allo stato brado. Quindi da qualche azienda, interno o esterna, provenivano. E allora perché proprio dodici? Sui social network qualcuno ha notato che dodici sono i consiglieri di maggioranza (causalità?) e perché legati tutti insieme? Forse l’insieme è il segnale di un atto unico? Di un voto effettuato all’unanimità? E soprattutto perché fatti rinvenire a Cannito? Che cosa indica quella zona nell’immaginario collettivo? E quale vicenda? Potremmo ipotizzare anche ciò che significa una bufala, cioè mozzarella, cioè Capaccio Paestum, però sarebbe impelagarsi in giochi cifrati molto più ampi. In ultimo, sperando lo sia, l’incendio al capannone di lavorazione legna verificatosi in via Vignone. L’incendio è doloso come riportato su più emittenti. C’è un messaggio subliminale anche in tale accaduto? Conduce quella zona in qualche luogo? Perché la legna? Perché un capannone di lavorazione della legna? Episodi che bruciano e soprattutto fanno fumo e cenere, e il fumo e la cenere attualmente alimentano molte incomprensioni e tante proteste.Pasquale Quaglia

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.