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LA BATTAGLIA DEL SINDACO DI TRENTINARA,PUGNO DURO DEL PRIMO CITTADINO CONTRO IL GIOCO D’AZZARDO: “ORA MI SEGUANO TUTTI”

Per Rosario Carione si tratta di una battaglia di civiltà.«Non mi interessano complimenti o applausi. Spero, invece, che anche altri miei colleghi del Cilento, assieme agli enti territoriali ed alle scuole, mi seguano e facciano la loro parte in questa battaglia di civiltà per risolvere un problema serio». Non usa giri di parole Rosario Carione, 43 anni e dal 2011 sindaco di Trentinara. La tranquillità del piccolo borgo è stata turbata da un’inchiesta de “L’Espresso”, che ha delineato un quadro a tinte fosche. Nel 2016, infatti, a Trentinara è stato speso oltre un milione e 360 mila euro nel gioco d’azzardo (circa 830 euro a testa). Così il giovane primo cittadino ha deciso di mettere “fuori legge”, al mattino e di notte, le macchinette “mangia soldi”. L’ordinanza sindacale consente, infatti, ai locali autorizzati l’utilizzo degli apparecchi di intrattenimento e svago soltanto dalle 15 fino alle 22. E non è tutto. Carione, come si legge nel documento, rimarca anche «l’obbligo di esposizione di un cartello con le formule di avvertimento sul rischio di dipendenza dalla pratica di giochi con vincita in denaro» e «l’obbligo di esposizione all’esterno del locale di un ulteriore cartello indicante l’orario di apertura delle sale giochi ed il funzionamento degli apparecchi».

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.