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AGROPOLI,PER NIKI BONFRISCO DOPO L’ASSOLUZIONE ARRIVA IL RISARCIMENTO PER L’INGIUSTA DETENZIONE

Un incubo finito quello di Niki Bonfrisco il giovane di Agropoli al centro di una vicenda grotttesca.Dopo l’assoluzione ecco il risarcimento. La Corte d’Appello di Salerno (presidente Massimo Palumbo,consiglieri Francesco Siano e Donatella Mancini) assolve il 29enne agropolese Niki Bonfrisco, sottoposto a misura cautelare per favoreggiamento personale disponendo, altresì, la liquidazione di euro 2.063,42 a titolo di riparazione per ingiusta detenzione. L’accusa contro Bonfrisco, che fece scattare la custodia domiciliare, fu quella di favoreggiamento personale per aver, insieme all’amico rumeno Florin Datu con lui in macchina, effettuato il recupero di cavi di rame, server ed altra apparecchiatura elettrica lasciata ai bordi dell’autostrada, nei pressi dello svincolo di Campagna, dagli autori del furto Salvatore Canzanella (napoletano) e Santa Adrian Cosmin (rumeno).

Erano stati proprio questi due a sollecitare Florin Datu a ritirare il materiale rubato ed abbandonato lungo i terrapieni autostradali mentre, scoperti, cercavano di darsi alla fuga. Il giovane agropolese, all’epoca dei fatti 23enne, si rese disponibile ad accompagnare con la sua auto il rumeno per andare a ritirare il materiale ignorandone, totalmente, la provenienza furtiva. Una disponibilità legata all’amicizia e all’altruismo, nella più perfetta ed assoluta buonafede, che fece scattare il provvedimento restrittivo con l’accusa di partecipazione al furto di rame ed apparecchiature elettriche perpetrato nelle gallerie dell’A3 tra gli svincoli di Campagna e Sicignano degli Alburni. I fatti contestati a Niki Bonfrisco, difeso dall’avvocato Gianluca D’Aiuto del foro di Vallo della Lucania, risalgono a maggio 2013 mentre, il provvedimento restrittivo domiciliare fu emesso il 31 ottobre dello stesso anno dal Gip del Tribunale di Salerno dopo che le forze dell’ordine avevano fermato e controllato il giovane mentre era alla guida della sua auto. Bonfrisco, da allora, restò “bloccato” in casa fino all’8 dicembre quando gli fu consentito di mettere piede fuori dalla porta senza, però, andare oltre l’ambito comunale di Agropoli per quasi due mesi.Poi, a fine gennaio 2014, l’agognata libertà sancita dalla sentenza della magistratura salernitana che ha ridato a Niki Bonfrisco quella tanto attesa assoluzione invocata per oltre quattro anni.Pietro Comite

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.