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ASCEA,IL TESORO LASCIATO DA NELLINO RIZZO

Nellino Rizzo è morto lunedì scorso 14 maggio aveva compiuto 70 anni il 4 aprile scorso.Lo abbiamo saputo casualmente ieri mentre si parlava di un ragazzo di Agropoli. Nellino Rizzo cominciava a fare l’allenatore,l’istruttore,l’amico,il preparatore dei ragazzi di Ascea quasi 40 anni fa dopo aver smesso di giocare.Dargli 70 anni è difficile,il campo di calcio e lo sport lo tenevano vispo e giovane.Nessuno gli avrebbe mai dato quegli anni.Qualche tempo fa sapemmo del suo problema di salute poi non abbiamo saputo più niente e chissà quanta gente lo ha saputo dopo della sua morte e quanti lo apprenderanno da queste righe.Righe che sono un atto dovuto scritte con il cuore in mano da chi lo ha conosciuto,ci si è scontrato,ha appreso la sua bontà e la sua cultura.Per tutti era Nellino,avversari,amici,arbitri,dirigenti e anche dai frequentatori dell’ufficio postale di cui era direttore.Per tantissimi anni l’icona dello sport asceota è stata Nellino Rizzo,quando si parlava di calcio si pensava a lui,era lui la luce di tantissimi ragazzi non solo di Ascea.Sempre costruttivo,con la sua vis polemica pronta ad intercettare gli errori altrui,capace di cacciare dai ragazzi il meglio.Ha lottato per il miglioramento delle strutture,per il coinvolgimento degli amministratori verso lo sport,è stato un talent scout deciso e presente sul territorio.Saranno stati migliaia i ragazzi che ha allenato,che ha tolto dalla strada,avvicinato al gioco del calcio.Amatissimo dalle famiglie ha saputo legare le varie epoche che ha affrontato aggiornandosi continuamente incatenando gli stravolgimenti del tempo e prendendone il meglio.Passava con disinvoltura dal settore giovanile a quello dei dilettanti,affrontava la Figc e l’aia settore arbitrale con la sfrontatezza di chi è sempre nel giusto.A volte scontroso non sopportava la slealtà in un mondo come quello sportivo dove la lealtà è il caposaldo della vita agonistica. Nellino è stata una bandiera per Ascea,un’istituzione in anni bui e difficili quando la strada metteva i giovani davanti ad una scelta: la strada o lo sport. Ebbene Nellino quella partita l’ha vinta perchè dalla strada ha tolto migliaia di ragazzi portandoli sulla terra battuta fondo sicuramente più gradito a tutti perchè sul campo si inseguiva il pallone sull’asfalto un futuro pericoloso.Per parlare di Nellino ci vorrebbe un’enciclopedia e forse una cultura molto più appropriata della nostra.Ma per chi lo ha conosciuto e apprezzato è facile coglierne il suo  messaggio di altruismo nel quale si esaltano lavoro,rispetto,lealtà,serietà,impegno e bravura,  virtuosismi che per tantissimi anni si è cibata una comunità fortunata come quella di Ascea la sua città quella per la quale ha gettato il cuore oltre ogni ostacolo.E la comunità non dimentichi il lavoro e l’impegno di Nellino per Ascea.Gli amministratori pensino subito ad un intitolazione di una struttura pubblica,il campo sportivo sarebbe l’ideale ma soprattutto di Nellino Ascea deve ricordare il perbenismo e l’esaltazione della cultura locale ed è questo che lo ha reso importante nella comunità ed è per questo che Ascea,e non solo,gli deve dire grazie.Trascurare questo sarebbe molto grave ma siamo certi che non mancherà il riconoscimento pubblico per Nellino perchè Ascea è fatta di gente per bene e culturalmente elevata da capire la presenza e il passaggio di Nellino il quale interpretava fedelmente la straordinaria comunità asceota e perciò ne esaltava il nome,la cultura,lo sport.Nellino era orgoglioso di Ascea e la sua città è stata ed è orgogliosa di lui.Un mix perfetto che ne fa un esempio per tutti coloro capaci di cogliere il messaggio.Ora Ascea senza Nellino sembra più povera forse lo è ma è il suo operato incarnato in almeno 4 generazioni è il tesoro che lascia in uno scrigno dorato qual’è Ascea,la sua Ascea.Sergio Vessicchio

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.