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CAPACCIO PAESTUM/TASSA DI SOGGIORNO TROPPI MOROSI BUCO DA DIECI MILIONI

CAPACCIO PAESTUM. Le casse del Comune di Capaccio Paestum sono in rosso. Per rimpinguarle il commissario prefettizio, Rosa Maria Falasca, ha rivisto al rialzo l’imposta di soggiorno. La scelta viene giustificata «considerate le riduzioni dei trasferimenti statali e tenuto conto degli obiettivi strategici programmati dall’amministrazione nel comparto turistico». Le tariffe che in precedenza erano comprese in un range tra 0,60 euro per campeggi, locazioni brevi ad un massimo di 2 euro al giorno a persona per una struttura alberghiera cinque stelle lusso, ad oggi va da 0,80 euro a 2,50 euro, sempre giornaliere. Le sanzioni per i trasgressori vanno da 25 a 500 euro.


Sono state 210 le strutture ricettive registratesi alla piattaforma comunale dedicata e oltre 730 quelle non registrate. Nei giorni scorsi il Comune ha rese noto l’incasso dell’imposta di soggiorno del 2018, pari a circa 283mila euro. In particolare: 84mila euro circa per il trimestre aprile-giugno; 182mila euro per luglio-settembre e 16mila euro da ottobre a dicembre. E mentre si rincarano le tariffe dell’imposta di soggiorno, per recuperare danaro, il Comune risulta creditore di oltre 10 milioni di euro per tributi non pagati o pagati solo parzialmente dai morosi. E gli evasori maggiori risultano le strutture ricettive. Le azioni di riscossione messe in campo negli anni sono risultate finora fallimentari. In altre realtà risultati migliori. L’esempio viene dal Comune di Riccione che provvede alle sospensioni delle licenze attività commerciali e turistiche se non in regola con i pagamenti dei tributi.

In poco tempo, il sindaco Renata Tosi sta mettendo tutti in riga e solo nel 2018 il recupero della sola Tari è stato pari a 800mila euro. 
Solo alcune settimane fa, il Comune di Capaccio Paestum, tramite la Soget, inviò centinaia di cartelle esattoriali. Il tentativo è convincere specialmente i titolari di strutture ricettive morose, ma anche di imprese, a voler estinguere la propria posizione debitoria. 
Riviste dal commissario prefettizio le regole riguardanti i soggetti passivi: a pagare l’imposta saranno i non residenti già a partire dai 12 anni di età; in precedenza erano quelli dai 18 anni in su. Mentre in passato la comunicazione delle presenze e quindi degli introiti doveva essere operata entro il 16 del trimestre successivo, adesso deve essere presentata il 16 del mese successivo a quello di incasso. Esisteva inoltre una differenza tra il periodo da maggio a settembre, quando si pagava la tariffa intera e da ottobre ad aprile, quando l’importo doveva essere dimezzato al 50 per cento. Andrea Passaro

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.