ATTUALITA'

CAPACCIO PAESTUM,NETTUNO TUTTO REGOLARE COME PREVISTO E NESSUNO HA COMMESSO REATI

Era chiaro,giusto ed inequivocabile ma anche logico che ci avrebbero fatto politica cercando di sguazzarci dentro.Il tempo ha messo le cose al posto giusto.

LA NOTIZIA DIFFUSA DA STILE TV

La sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Campania ha prosciolto, dall’accusa di aver concorso nell’appropriazione indebita degli affitti, l’ex sindaco della città dei Templi, Italo Voza, così come Carlo Samaritani, amministratore dell’Ente Morale per le Antichità e i Monumenti della provincia di Salerno; il funzionario apicale, Carmine Greco, ed i tecnici comunali Vincenzo Criscuolo e Mario Barlotti.
Nei loro confronti, la Procura regionale della Corte dei Conti aveva chiesto la condanna al risarcimento di 108mila euro, in favore del Comune di Capaccio Paestum, per l’indebita appropriazione mediante incasso diretto su un conto corrente cointestato con la moglie, da parte del Samaritani, dei canoni di affitto dal 2003 al 2007 per l’utilizzo dell’immobile, di proprietà dell’ente civico, ma gestito di fatto dall’Ente Morale salernitano.
Nella sentenza, i giudici Salvatore Nicolella (presidente), Rossella Cassaneti e Robert Schulmers von Pernwerth (consiglieri) hanno anche condannato il Comune di Capaccio Paestum a risarcire, ciascuno dei coinvolti, con la somma di circa 4mila euro oltre al 5% di spese generali.
In particolare, a carico del Samaritani non è stata ravvisata alcuna condotta negligente o incasso indebito dei canoni, ma solo un’utile gestione delle somme acquisite secondo una prassi pluridecennale che risaliva al Commissario straordinario, non potendo rappresentare legalmente l’Ente ma facendone gli interessi sempre, anche a titolo gratuito, per oltre 30 anni.
In ordine alle specifiche contestazioni mosse nei riguardi di Italo Voza (difeso dall’avv. Gaetano Paolino), in qualità di sindaco pro tempore all’epoca dei fatti, ne è stata sottolineata la condotta sempre corretta, in quanto, pur essendo coniugato con Giuseppina Pisani, titolare della società che gestisce il compendio Nettuno, “si è sempre doverosamente astenuto dall’assumere qualsiasi determinazione riguardo la vicenda” delegando per le decisioni, ogni volta, il vicesindaco o il segretario comunale. Nel 2017, lo stesso Voza su assolto in primo grado dall’accusa di aver provocato un danno erariale all’ente, costituito dalla differenza tra i canoni versati rispetto al valore di mercato dell’immobile: sentenza rispetto alla quale la Procura generale ha proposto appello.

ORA FACCIANO SILENZIO TUTTI

Ora sarebbe giusto chiedere scusa a tutti coloro che sono stati infangati in questa vicenda.Gente,seria,onesta e perbene.ma le scuse da questi parassiti,cialtroni cinque stelle,schifosi,non arriveranno mai.Devono però fare silenzio e aspettare che un ingiustizia simile possa cadere sul proprio capo csì si rendono conto di come si ci sente ad essere infangati gratuitamente.

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.