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I SUOLI IACP PUBBLICI DOPO 43 ANNI A BATTIPAGLIA

La storia infinita. A Battipaglia non è il titolo di un film, ma l’espressione che meglio di tutte le altre definisce i rapporti tra Palazzo di Città e l’Iacp di Salerno, l’istituto autonomo delle case popolari. Le sorprese non finiscono mai: lo sanno bene i consiglieri comunali, che stasera dovranno ufficializzare che appartengono alla collettività dei terreni che si riteneva fossero pubblici da 43 anni. E a ragion veduta, visto che su quei suoli sorgono le più popolose case popolari della città. E invece ci sono 18mila metri quadrati, nel cuore del quartiere Sant’Anna, che il Comune dichiara di sua proprietà soltanto adesso. Attesa pluridecennale. Di mezzo ci sono tre grandi interventi di edilizia residenziale pubblica, tutti nel comprensorio di Sant’Anna, tra viale della Libertà e la parrocchia San Gregorio VII: i primi due lotti il Comune di Battipaglia li assegnò a Iacp tra il 1975 e il 1976; il terzo tra il 1977 e il 1978. Prima 44 alloggi, poi altri 84 e alla fine gli ultimi 48. Interventi resi possibili dopo che Palazzo di Città aveva avviato le procedure espropriative ai danni delle ditte proprietarie, e invece nei mesi scorsi è emerso che molti di quegli iter d’acquisizione non erano mai stati portati a termine. Era stata regolarizzata soltanto la questione relativa ai 10mila ettari presi ai “Ferrara Pignatelli”: di mezzo ci si erano messi i giudici del Tribunale di Salerno. Nell’elenco delle valorizzazioni, invece, finiscono stasera i possedimenti dei Di Marino , dei Provenza , degli Esposito , dei Ciotti , dei Marano , dei Campagna e dei Pietrafesa . Nel piano. Il Comune di Battipaglia dichiarerà ufficialmente la proprietà delle superfici inserendole nel Piano di dismissione e valorizzazione del patrimonio comunale, l’elenco dei beni che l’Ente sta cercando di vendere per fare cassa. La legge 133 del 2008, infatti, prevede che inserire i beni nell’elenco, che poi viene allegato al bilancio di previsione, equivalga ad una vera e propria dichiarazione di proprietà, che rimedia all’assenza di trascrizioni mai ultimate. Soltanto dopo che il Consiglio comunale avrà messo ordine in una matassa tanto aggrovigliata, la sindaca Cecilia Francese e il commissario straordinario di Iacp, Alberto Romeo Gentile , potranno stipulare la convenzione per la concessione del diritto di superficie. Un accordo che andava sottoscritto più di quattro decenni fa. Diritti in vendita. Nel piano d’alienazione, quindi, finiscono i diritti di superficie delle case popolari realizzate quattro decenni fa. Così il Comune vende i diritti di superficie agli assegnatari Iacp, che vivono negli appartamenti costruiti su quei suoli. Un’operazione che fu portata avanti pure dall’ex sindaco Giovanni Santomauro , ma all’epoca erano coinvolte le cooperative di Sant’Anna e quelle di Belvedere: pochissimi cittadini aderirono all’iniziativa, ritenendo vana l’acquisizione del diritto di superficie di un’area già edificata.

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.