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L’INTERVISTA:”IL MARSILI NEL CILENTO NON ALLARMA TEMO PIU’ I CAMPI FLEGREI”.IL NOTO RICERCATORE MARIO TOZZI FA IL PUNTO SUL VULCANO SOMMERSO

La recente eruzione dell’Etna e il risveglio dello Stromboli stanno impensierendo non poco i cilentani, preoccupati per le attività del Marsili, il vulcano sottomarino che sorge di fronte il Golfo di Policastro. Alto ben 3mila metri, è sotto l’attenzione di numerosi studiosi che ne controllano lo stato di salute. Tra essi, il geologo Mario Tozzi , ricercatore Cnr e famoso come divulgatore scientifico molto presente sulle reti televisive nazionali.

Dottore Tozzi, l’eruzione dell’Etna può essere collegata al nostro territorio?

«Assolutamente no. L’Etna è una realtà a se stante e ciò che accade in Sicilia rimane circoscritto a quell’area e non interesserà il resto d’Italia se non per semplice studio scientifico».

Molto si è parlato del Marsili ma può davvero farci paura?

«Certo, come ogni vulcano attivo. Essendo sottomarino ha delle particolarità che lo differenziano da altri vulcani che ben conosciamo come il Vesuvio o l’Etna ma la sua pericolosità non è da meno».

Come sappiamo che il Marsili è attivo?

«Alcuni studi hanno rilevato la presenza di materiale magmatico depositato sulle pendici e alla sua base che ci fa pensare ad un’attività relativa agli ultimi 3mila anni, un lasso di tempo brevissimo se confrontato con le ere geologiche».

Si è parlato dell’eventualità di uno tsunami. Quanto c’è di vero?

«Un’eruzione potrebbe causare uno tsunami, ma siamo nel campo delle ipotesi. Non sappiamo quale possa essere l’entità dell’eruzione: nella peggiore delle ipotesi si assisterà ad un fenomeno catastrofico che spazzerà via gran parte del versante tirrenico del Sud Italia».

Cosa possiamo fare per difenderci da un evento di dimensioni modeste?

«Semplicemente evitare di costruire dove non si potrebbe. Si è molto cementificato sulle coste campane e calabre e non si può tornare indietro ma si può impedire di compiere ulteriori sbagli».

Oltre al Marsili c’è un altro vulcano sottomarino, il Palinuro: qual è la situazione in quel caso?

«Il Palinuro è una catena montuosa sottomarina di origine vulcanica che ora sembrerebbe non attiva. Non erutta, dunque, ma dalle sue pendici possono crearsi delle frane che non causerebbero onde anomale pericolose per la popolazione».

Possiamo quindi dormire sonno tranquilli?

«Per quanto riguarda i due vulcani sottomarini sì ma anche per gli altri vulcani delle Regione. A preoccupare dovrebbero essere i Campi Flegrei dove l’attività vulcanica è intensa e un fenomeno eruttivo potrebbe coinvolgere tutto il Meridione».Arturo Calabrese

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.