ATTUALITA'

PIANO DI ZONA NEL CILENTO SENZA STIPENDIO DA SEI MESI

 

Da sei mesi senza stipendio. È questa la terribile situazione nella quale versano i circa venti dipendenti del Piano di Zona S/8 e ai quali spetta un arretrato di circa 6/7mila euro. A farsi portavoce del disagio e dei malumori è stato il segretariato di Agropoli i cui operatori itineranti, cercano di garantire, come possono, la copertura anche degli altri sportelli. L’intero sistema, nonostante la richiesta reale e le numerose normative nazionali e regionali volte a invogliare l’ambito dei servizi sociali, non si è mai stabilizzato. «Non pretendiamo il posto fisso – hanno spiegato – ma almeno la certezza di poter pagare le bollette». A risentirne, oltre a loro, sono i cittadini dei 37 comuni di competenza della S8. Infatti, l’assistenza domiciliare è bloccata, molti asili nido non hanno ancora aperto e diverse cooperative sociali hanno chiuso. Reali sono le difficoltà nella gestione dei senza fissa dimora e delle case famiglia. L’intero sistema, dunque, versa in una inadempienza generale che ha precluso la possibilità dell’evoluzione e dell’efficienza dei servizi. L’ufficio Ragioneria di Vallo della Lucania ha interrotto i pagamenti a seguito delle mancate erogazioni delle quote di compartecipazione dei comuni associati. I dipendenti sono molto sfiduciati, perché, oltre alla liquidità, sembra mancare la volontà di dare una risposta alle lettere inviate ai comuni nelle quali si chiede di dare ascolto alla loro voce. Quello che propongono è l’istituzione di un consorzio che dia più garanzie e maggiore autonomia e stabilità all’intero Piano di zona.

Il Piano di zona. Nasceva nel 2003 per l’erogazione di tutti i servizi sociali di un territorio che abbraccia 37 comuni del Cilento per un totale di circa 95mila residenti. I centri associati hanno scelto di fare riferimento a un unico comune capofila che li rappresentasse nel tempo sia legalmente, sia economicamente. Fino al 2013, Castellabate è stato il comune guida da allora, fino a oggi, a assumere la stessa funzione è Vallo della Lucania. Attualmente, l’organico è costituito da tre sociologi, tre psicologi e dieci assistenti sociali per un rapporto di uno a diecimila in base al numero complessivo di abitanti sul territorio di competenza, secondo normativa regionale, e che operano in tre segretariati per i Servizi sociali professionali con sede a Agropoli, Vallo e Castellabate. Infine, l’ufficio di Piano con sede a Vallo è coordinato dal dottor Mario Ogliaruso insieme a esperti contabili. «Fermo restando che l’ente regionale non è puntuale nei pagamenti, il novanta percento dei 37 comuni del Piano che abbraccia uno dei territori più ampi ha una media di due anni di arretrati del versamento della quota di compartecipazione» spiega Ogliaruso. La quota è pari a dieci euro per abitante, e alle casse della Ragioneria di Vallo mancano circa due milioni di euro.

Il retroscena. Da Agropoli hanno fatto sapere che avrebbero versato un acconto di 200mila euro sul totale dovuto. «Un segnale rassicurante – commenta Ogliaruso – ma siamo ancora lontani dal recupero delle risorse economiche da noi anticipate. Malgrado questo, siamo uno degli ambiti più attivi in termini di servizi».Cljo Proietti

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.