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RAVELLO CAPITALE CULTURA CARTE A POSTO: AMALFITANO “DECLASSATO” DA RUP A RESPONSABILE PROGETTO

Un documento corposo e ricco di interventi, per ogni comune della Costiera, specie in materia urbanistica e architettonica. È il dossier di candidatura di Ravello-Costa d’Amalfi a Capitale italiana della Cultura 2020, presentato gli uffici del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Un’iniziativa nata sotto i migliori auspici, che ha visto l’interesse dei tredici comuni della Costiera Amalfitana – oltre ad Agerola – verso il progetto proposto dal Comune di Ravello (capofila) a cui sono seguite non poche polemiche. A partire dal mancato coinvolgimento del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali di Ravello presieduto da Alfonso Andria, alle irregolarità nelle procedure denunciate dai consiglieri di indirizzo della Fondazione Ravello (che avevano minacciato denunce all’Autorità Giudiziara e all’ANAC) a poche ore da un consiglio di amministrazione monotematico che ha sistemato le cose. A destare sospetti era la posizione di Secondo Amalfitano, dipendente della Fondazione nominato responsabile unico del procedimento dal Comune di Ravello attraverso procedure poco chiare. Ieri mattina, attraverso un post su Facebook, l’ex sindaco di Ravello, Paolo Vuilleumier (consigliere d’Indirizzo in Fondazione) ha dichiarato che «le carte sono a posto e le procedure riviste, grazie al responsabile intervento dei consiglieri di indirizzo che sono intervenuti a tutela della Fondazione Ravello e a salvaguardia del progetto Capitale della Cultura.
Il Presidente Maffettone chiama il CdA a sistemare frettolosamente documenti e delibere inesistenti, il dottor Amalfitano si declassa da responsabile unico del procedimento (che, si sa, in materia di appalti percepisce una percentuale sull’importo complessivo dei lavori, e il suo progetto di soldi ne chiede molti, ben 141 milioni di euro!), a semplice responsabile del progetto». Stasera a Villa Rufolo, al termine del vernissage della mostre Sandro Chia/Ravello a cura di Gianluca Riccio e Arianna Rosica (ore 18) la presentazione del dossier. Saranno illustrati i contenuti del documento alla presenza dei Sindaci protagonisti dell’iniziativa con i componenti del tavolo tecnico. Stando ai bene informati si tratta di un programma di attività culturali ben articolato con attente valutazioni di sostenibilità-economico finanziaria. Come per le altre città italiane candidate, i singoli dossier verranno esaminati da una giuria di sette esperti di chiara fama nel settore della cultura, delle arti e della valorizzazione territoriale e turistica per selezionare entro il 15 di novembre le dieci città finaliste da invitare a un incontro di presentazione pubblica e approfondimento. La città Capitale Italiana della Cultura 2020 verrà scelta sulla base dei risultati di questi colloqui entro il 31 gennaio 2018.