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SALERNO,IL NUOVO ARCIVESCOVO CONVOCA TUTTI I PRETI,IERI HA PREGATO SULLA TOMBA DI SAN MATTEO: “SONO STATO BENEDETTO DAL SIGNORE”

SALERNO – Faccia a faccia del neo vescovo Andrea Bellandi con tutti i preti dell’arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno che sono stati convocati dal massimo rappresentante della chiesa salernitana per venerdì prossimo 17 maggio alle ore ventuno a Pontecagnano Faiano presso il Seminario metropolitano “Giovanni Paolo II”. A renderlo noto, ad alcuni a voce ed alla stragrande maggioranza dei componenti il clero salernitano con l’invio di un WhatsApp, il vicario generale dell’arcidiocesi don Biagio Napoletano che in tal senso ha ricevuto mandato diretto dal vescovo dimissionario per motivi di salute, monsignor Luigi Moretti, su richiesta del suo successore Bellandi. Volontà di quest’ultimo è quella di avere un quadro chiaro dell’attività dell’arcidiocesi direttamente dai sacerdoti che operano su un ampio territorio compreso tra Salerno, Valle dell’Irno, Piana del Sele, Valle del Sele, Alto Sele, Tanagro fino a Ricigliano, al limite del Vallo di Diano, ed anche in provincia di Avellino nei comuni di Montoro e Solofra. Realtà spesso diverse e con esigenze, evidentemente, non uguali anche per quanto concerne l’attività pastorale. 

Intorno alle 10 di ieri, monsignor Andrea Bellandi, l’arcivescovo eletto, arriva alla stazione cittadina con due amici sacerdoti e il suo clergyman nero si confonde nell’andirivieni dei pendolari. Sabato scorso, dopo averne annunciato la nomina, il suo predecessore, monsignor Luigi Moretti, aveva anticipato che Bellandi sarebbe venuto più volte in città per prendere contatto con la nuova realtà e organizzare, anche sotto l’aspetto pratico, il suo ingresso in diocesi. «Evitiamo di parlare di blitz del nuovo vescovo – dice rivolto ai giornalisti – come titolò qualcuno quando mi videro in città prima dell’ingresso, nel 2010. Non ci sarà nessun blitz, nessun sotterfugio». Ed in effetti monsignor Bellandi non arriva a Salerno in incognito, anzi. 

L’ARRIVO A SALERNO

Il primo ad andargli incontro, dinanzi all’arcivescovado di via Roberto il Guiscardo, è monsignor Moretti. «Benvenuto a Salerno», gli dice prima di fargli conoscere tutti i collaboratori di curia, sacerdoti e laici. Bellandi stringe mani, sorride, scambia battute. È entusiasta e si vede, soprattutto quando si volta a guardare il campanile arabo-normanno del duomo e la cattedrale. «Che bello qui», esclama. E di bellezza, venendo da Firenze, se ne intende. Il clima è informale. Dopo aver visitato l’arcivescovado, il nuovo pastore entra nel quadriportico del duomo e don Michele Pecoraro, il parroco, gli fa da cicerone raccontando la storia e i segreti della chiesa madre salernitana. E poi scende nella cripta e qui non solo resta meravigliato dalla bellezza di quello scrigno d’arte, ma dice a chi lo accompagna che «il primo che voglio incontrare è San Matteo». E sulla tomba dell’apostolo prega e celebra messa, ricordando la sua famiglia e ringraziando con le parole «io sono stato benedetto dal Signore».

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.