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SULLA DORIA DI ANGRI VICINANZA(CISAL) S SCAGLIA CONTRO IL MINISTRO DI MAIO

 Sulla Doria di Angri, il monito di Gigi Vicinanza della Cisal provinciale: “Nessun posto di lavoro è andato perso dopo i trasferimenti degli operai di Acerra, ma il silenzio dell’azienda sul futuro è preoccupante anche per le maestranze salernitane. Ma il vicepremier Luigi Di Maio che sosteneva la battaglia dei lavoratori che fine ha fatto? Dal Governo auspichiamo concretezza sul caso”.

“Sulla vertenza dell’azienda La Doria di Angri non può calare il silenzio dopo il trasferimento degli operai dalla sede di Acerra agli stabilimenti salernitani. Dai vertici della società serve la conferma che nessun posto di lavoro verrà sacrificato”. Così Gigi Vicinanza, sindacalista della Cisal provinciale torna sulla vicenda che riguarda i lavoratori del colosso alimentare salernitano. “Dopo il trasferimento dalla sede di Acerra alle sedi salernitane della ditta come Angri, Fisciano e Sarno, non è dato sapere quali sono le intenzioni della ditta in merito ai livelli occupazionali per il prossimo futuro. E’ pur vero che fino ad ora nessun posto di lavoro è andato perso, ma questo silenzio a oltranza appare ingiustificato è preoccupante per chi, da mesi, prova ad avere risposte nell’indifferenza più totale delle istituzioni e delle parti sociali, eccezion fatta per alcuni casi sporadici”, ha detto Vicinanza. “La Doria deve semplicemente rendere chiaro che cosa ha in mente per i prossimi mesi, se sono previsti esuberi o l’utilizzo di ammortizzatori sociali. Restano tutte ipotesi e strade dunque percorribili, anche se adesso, va ribadito per correttezza, i lavoratori di Acerra stanno operando senza alcun problema nelle sedi salernitane. Ma le perplessità e i dubbi che attanagliano le maestranze non possono rimanere domande inevase. Sarebbe anche bello capire il Governo guidato dal premier Giuseppe Conte cosa vuole fare, poiché il vicepremier Luigi Di Maio ha pubblicamente sposato la causa dei lavoratori di Acerra – posando anche per una foto con gli operai e mantenendo il loro striscione – senza poi dare seguito ad azioni concrete. Non è allarmismo, perché sarebbe opportuno avere chiarezza prima di doverci trovare a gestire l’ennesima sentenza sul territorio salernitano”.

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.