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CRONACA

ATENA LUCANA,IL PAESE FA MURO INTORNO ALLA FIDANZATA DEL GIOVANE SUICIDA ALL’UNIVERSITA’ DI FISCIANO

Atena Lucana-L’hanno praticamente blindata,la privacy della giovane fidanzata di Ayoub Namiri, il quale dopo averla colpita al volto e lasciata ferita «in una pozza di sangue» si è lanciato nel vuoto da un livello del parcheggio multipiano del campus universitario di Fisciano.Atena Lucana il paese della ragazza e dove la stessa e molto apprezzata per vari motivi sta facendo muro intorno alla giovane donna provata dall’episodio.La ragazza – amante della musica e molto conosciuta e apprezzata dai suoi coetanei in paese – dopo aver ricevuto le cure nell’ospedale di Nocera è tornata a casa. Anche se resta top secret se è nell’abitazione della madre o di altri familiari sempre nel Vallo di Diano. Questo perché la famiglia vuole tutelare l’identità e soprattutto il recupero fisico e psicologico per quanto avvenuto nel campus universitario. Infatti sono stati “vietati” qualsiasi tipo di contatto da parte di chi non rientra nella cerchia familiare. Una ragazza già colpita da un’altra tragedia in passato con la perdita di un caro amico in un incidente stradale avvenuto a Sala Consilina. I genitori – giovedì sera – sono andati ovviamente a Nocera, in ospedale, per capire cosa fosse accaduto. In contatto con loro anche gli amministratori del paese di Atena Lucana e amici di famiglia, il sindaco Pasquale Iuzzolino e il vice Sergio Annunziata.
«Non posso e non voglio dire nulla su quanto accaduto e sulla ragazza – ha sottolineato Annunziata – per rispettare la sua privacy e il suo stato d’animo. Posso dire soltanto che si tratta di famiglie meravigliose e persone altrettanto magnifiche. La ragazza ovviamente – rimarca ancora l’amministratore – ora va tutelata più che mai. Bisogna starle vicino e chi dovrà farlo lo sta già facendo».Da circa otto mesi la ragazza era fidanzata con Ayoub, quel ragazzo che le nuove coinquiline di lei non erano riuscite ancora a conoscere bene, pur suscitando in loro dubbi. Le studentesse, accorse spaventate sul luogo della tragedia, incredule e spossate, sono state poi anche ascoltate dalle forze di polizia, nel tentativo di ricostruire la vicenda. Dai racconti, sembra emergere che fosse stata picchiata già altre volte e che le stesse ragazze le avessero consigliato di accompagnarlo in un percorso terapeutico. «L’ha fatta franca, ha scelto la strada più semplice», raccontano altre amiche, addolorate per il dramma vissuto dalla giovane e considerando il suicidio »una scorciatoia che ha provocato dolore in due famiglie».  Nessun commento dal rettore Aurelio Tommasetti, che si lascia andare ad un solo aggettivo, «devastante», per descrivere le emozioni suscitate dalla vicenda