CRONACA

CASTELLABATE,I FITTACAMERE DELLA DISCORDIA,IMBARAZZO ISTITUZIONALE,E PING PONG SU CHI DEVE FAR RISPETTARE LA LEGGE

A San Marco di Castellabate chi deve far rispettare le regole?Chi deve mettere in pratica le sentenze dei tribunali?E’ imbarazzo nella frazione San Marco al pozzillo per delle camere vacanze Un contenzioso che sta scomodando la giurisprudenza ma sul quale sembra non esserci molti dubbi.L’unica cosa al comune non si interviene.Faccio io o fai tu e tutto rimane al proprio posto in barba alle sentenza. Il popolo mormora.

I FATTI

Con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, il sig. Cuono Vincenzo, rappresentato e difeso dagli avvocati Maria Polito e Luigi Vuolo, aveva ad impugnare, per l’annullamento, i titoli edilizi – permesso di costruire in sanatoria n. 4275/2015 e permesso di costruire n. 4279/2015 – rilasciati dal Comune di Castellabate al sig. Antonio Cuono –
suo confinante e cugino dello stesso – per la realizzazione di plurimi manufatti adibiti ad attività ricettiva, ubicati
in località Pozzillo di San Marco di Castellabate, a pochi passi dal mare, presso la struttura denominata “Lo Scoglio”.
Il Presidente della Repubblica con Decreto del 27.03.2019, previo parere favorevole della I Sezione del Consiglio di Stato, accoglieva il ricorso. Detto Decreto del Presidente della Repubblica veniva notificato al Comune di Castellabate con nota prot.4223 del 10.05.2019 della Direzione Generale per la Condizione Abitativa – Div. V – del Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti unitamente al parere del Consiglio di Stato. Inopinatamente, però, il Comune di Castellabate non provvedeva all’adozione dei dovuti atti conseguenziali, pertanto, con atto di diffida del 22.07.2019, inviato per conoscenza anche alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vallo della Lucania, il sig. Cuono
Vincenzo ne intimava l’adozione. A seguito del suddetto atto di diffida in data 08.08.2019 il Comune di Castellabate aveva ad adottare e a notificare a tutti gli interessati l’Ordinanza n. 2091 del 6 agosto 2019 con cui si ordinava a Cuono Antonio la demolizione delle opere assentite con i titolo edilizi annullati con il Decreto del Presidente della Repubblica ed il ripristino dello stato dei luoghi entro 90 gg.. Le opere assentite con i titoli di poi annullati consistono in:
a) Realizzazione del piano mansardato;
b) Realizzazione dell’ampliamento al primo piano;
c) Realizzazione dell’ampliamento sul terrazzo e del lastrico al primo piano.
Con tale Ordinanza si avvertiva che il Comando Polizia Municipale a cui l’Ordinanza è stata altresì notificata – è incaricato per la verifica dell’ottemperanza per il seguito di competenza connesso al presente provvedimento con la precisazione che in caso di inottemperanza, da parte dei destinatari del presente atto, si procederà ai sensi dell’art.
650 c.p. e, ancora, è dato leggere nell’Ordinanza: “ In caso di mancata ottemperanza, anche parziale, della presente Ordinanza, si procederà, a seguito di accertamento da parte degli organi preposti alla vigilanza, alla segnalazione alla competente Autorità Giudiziaria per l’applicazione dei disposti dell’art. 650 c.p. nonché alle procedure siccome esposte nella medesima Ordinanza”.Abbiamo sentito in proposito uno dei duel legali del signor Vincenzo Cuono l’avvocato Maria Polito:”Con la suddetta Ordinanza si intimava, inoltre, la cessazione ad horas di ogni attività produttiva e/o di natura commerciale all’interno dei manufatti ritenuti  abusivi, demandando al Comando Polizia Municipale l’attività di vigilanza e verifica del perfetto adempimento del provvedimento, nonché la trasmissione alla Procura della Repubblica e al SUAP Cilento per l’inibizione per quanto di competenza delle attività esercitate presso gli immobili oggetto di demolizione. Sta di fatto che presso i locali oggetto dell’Ordinanza di demolizione si è proceduto e siprocede indisturbati all’esercizio delle attività commerciali (fittacamere), nonostante la notifica di appositi atti per sollecitare i dovuti interventi sia alla Polizia Municipale sia al Suap. Parimenti sono risultati vani i tentativi, sia personali sia telefonici da parte mia di poter parlare slo un momento con il comandante dei vigili urbani la quale non mi ha voluto ricevere.Inoltre, presso la struttura “Lo Scoglio” si continua ad esercitare attività di ristorazione sotto una tettoia abusiva. Anche in questo caso sono risultati vani gli esposti ai Vigili Urbani e al Comando di Finanza di Agropoli.”

L’AMMINISTRAZIONE

L’amministrazione comunale è al corrente di questa situazione?Il sindaco e la giunta sanno che c’è questo imbarazzante problema di diritto?E’ vero che la palla se la rimbalzano il suap e i vigili ma è anche vero che in una cittadina così bella e sempre sulla stampa nazionale e internazionale per i suoi virtuosismi,la politica comunque dovrebbe svolgere la sua parte anche se le competenze sono di altri.Tuttavia siamo certi della buona fede dei politici locali e auspichiamo un loro intervento in proposito.Sergo Vessicchio

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.