CRONACA

SUORA INCINTA: WHATSAPP OLTRE LO SPIRITO SANTO di Giovanni Coscia

La suora di Messina, che a seguito di un ricovero per forti dolori allo stomaco, aveva ufficialmente dichiarato di non sapere nulla sulla sua gravidanza, apre nuovi scenari sulla vicenda. Questa volta credo, è da ritenere più veritiera la seconda ipotesi. Quella dello spirito santo, potremmo accantonarla per un attimo e considerare invece, che la poveretta con l’abito talare, sia stata oggetto di violenze dopo essere stata, presumibilmente, drogata o magari posta nella condizione di non poter interagire a quella violenza sessuale eventualmente subita.

 

 

Succede infatti, come la cronaca degli ultimi decenni ha portato alla luce, che tra le mura “sante” di monasteri, chiese, sacrestie e non per finire, i conventi anche di clausura, si celi una inaudita violenza ed una altrettanta perversione e depravazione, che conduce sino alla violenza pedofila di Cardinali, (vedi Pell in Australia), rimasti impuniti dalla legge. Cosa c’è di vero e di strano? C’è di vero che la violenza subita dalla “monaca di Messina”, altro non rappresenta che l’ennesimo e continuato sistema depravato di una parte di clero, che non può essere giudicato dalle leggi della costituzione italiana, in quanto appartenenti ad un altro stato e cioè il Vaticano.  Sono operatori dell’anima, che tentano vanamente di guarire ciò che non è possibile constatare, ma violentano il corpo e la mente e quindi la psiche, di un qualunque essere umano transiti tra le loro grinfie. Inutile parlare di perbenismo e di altruismo con chi non concede nemmeno un solo centesimo di carità ai poveretti e gli esperimenti psicologici ne sono la prova. Non condannare chi abusa di una donna indifesa, sembra a noi tutti assurdo. Il clero ed i suoi praticanti, osano proporsi anche sotto questa veste; le violenze sessuali, le violenze in genere, fanno parte del “corpo Vaticano” senza che gli stessi possano essere giudicati per le loro prepotenze,  aggressività, arroganze aberranti. Alle componenti del clero tutto è consentito.

 

Vero caro Abate dell’abazia di Monte Cassino? Sono operatori di uno stato estero che operano in Italia ed in altri paesi, e quindi devono essere giudicati dal loro stesso stato e dalle loro leggi. In realtà accade, come massima pena, l’esclusione dal corpo appartenente. Non si è più prete, se si è accusati di violenza. Basta così? Francamente è a dir poco disgustoso. La suora di Messina, e non è la sola o l’unica, ne tanto meno sarà l’ultima e magari, sarà stata prima drogata e quindi messa nelle condizioni di non intendere e volere e  costretta a subire violenza. Da chi non è dato sapere. Ma la domanda è spontanea: Chi è autorizzato ad entrare in un convento? Tutti? Non lo crediamo sinceramente. Se magari la pulzella ha voluto depistare tutto e tutti, allora vuol dire che è realmente intervenuto lo SPIRITO SANTO. In ritardo certo, ma fu ciò che lo stesso Arcangelo Gabriele, annunciò a Maria: la nascita di un figlio e che si sarebbe chiamato Gesù.

 

Considerati i tempi diversi, duemila anni e più di differenza, abbiamo considerato che la stessa suora, non ha letto magari i messaggi Whatsapp e magari una mail. Duemila anni fa, qualcuno fu costretto ad inviare un arcangelo dal cielo. Oggi invece, considerati i tempi e la tecnologia moderna, la suora, non ha aperto il cellulare e magari la posta dal suo pc, per constatare eventualmente, l’annunciazione di una gravidanza. Di certo possiamo intuire, che la poveretta sia stata violentata in modo incredibile, tanto da non presagire una possibile gravidanza. Non pensava dunque, che si potesse arrivare a codeste scelleratezze da parte di un uomo. Se pur con l’abito talare, magari. Ma questo aspetto è solo un alibi. Certo è che la donna “….è rimasta sott a botta ‘mpressiunata”.Giovanni Coscia

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.