EDITORIALE

FACCIAMO CHIAREZZA SULL’ITALIA DEGLI SLOT di Antonio Lucibello

Occorre fare chiarezza sulla gestione dei dati forniti da GEDI del gruppo Espresso e consultabili sul portale “l’Italia delle slot”.

Come al solito si fornisce un dato unico, quello delle giocate, senza tener conto delle vincite, garantite per legge come minimo al 70% delle somme introdotte.

La vera spesa del cittadino maggiorenne è data dal giocato meno le vincite.

Nel caso dei dati pubblicati, prendendo ad esempio la città di  Livorno, per il 2016 sono stati giocati alle AWP nei bar e tabacchi più di 84milioni di euro a fronte di oltre 59 milioni di vincite con un risultato finale di circa 25 milioni effettivamente persi dai giocatori.

Esaminando il dato sulla cittadinanza appare evidente che non si tiene conto dei tantissimi turisti e degli immigrati non censiti ma che frequentano la città, ma a parte questo, ripartendo la perdita per il numero dei cittadini indicato (25mln/158.916) si ottiene l’importo di 158 euro cadauno che in 365 giorni vuol dire una perdita giornaliera di 43 centesimi.

Meno della metà del costo di un quotidiano o di un caffè.

Quindi a che pro tutta questa crociata contro le AWP a moneta se non per spostare i giocatori verso altri prodotti e verso l’on line per favorire le grandi lobby dell’azzardo?

Escludendo i casi estremi, come ci sono nel tabagismo e nell’alcoolismo, la popolazione italiana decide di giocare in proporzione alla propria capacità di spesa; bisogna tenere ben presente che il gioco è una componente innata importante nella vita di ognuno.

I dati forniti da GEDI riportano in maniera incompleta quanto pubblicato dal “Libro Blu 2016” della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che come ogni anno riporta fedelmente i dati economici di tutte le offerte di gioco e del settore “tabacchi e controlli”.

Comunque lo si affronti, il problema non si risolve colpendo solo le meno pericolose slot da bar: l’evoluzione tecnologica è tale che nessuna amministrazione regionale o comunale potrà eliminare il gioco gestito per conto dello stato.

In questa crociata demagogica ed elettorale gli unici sconfitti saranno i gestori di apparecchi ed i giocatori problematici. I primi perché scompariranno (e con loro tutte le entrate tributarie e contributive) i secondi perché verranno occultati in mondi senza controllo e senza freno.

Si invita pertanto il gruppo GEDI a integrare la piattaforma con i dati corrispondenti alla realtà e non solo le informazioni incomplete e fuorvianti, facilmente passibili di interpretazioni soggettive.Antonio Lucibello

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.