EDITORIALE POLITICA

I CINQUE STELLE: LA PRESA IN GIRO E PER IL CULO DEL REDDITO DI CITTADINANZA Di Giovanni Coscia

ROMA: Sventagliato ai 4 venti e a più riprese durante la campagna (denigratoria) elettorale, i grillini, si apprestano ad affondare il pugnale nella schiena degli italiani. Come? Semplice: attraverso l’attuazione del reddito di cittadinanza tanto promesso, ma atteso da buona parte degli italioti, ovvero, la parte idiota dello stivale, che poco ha compreso questa tragica realtà. L’appoggio (in)condizionato della Lega, ha fatto si che l’attuale governo, fosse stabilizzato da una sorta di contratto, ma come ogni forma di tale accordo, può venire meno o essere strappato come carta igienica. 

Senza allontanarsi dal problema, va immediatamente detto che la maggioranza dei voti ottenuti dai grill(etti)ini è, guarda caso, al sud, laddove il lavoro non esiste e vi sono soglie di disoccupazione, come in Calabria, che superano abbondantemente il 65%. L’avvento di Giggino Di Maio,  farà si che il reddito sospirato di cittadinanza, andrà in vigore dal 1° febbraio p.v. Ma cosa c’è e cosa si nasconde in realtà dietro questo sciagurato progetto che molti non hanno ancora compreso? Tanti giovani e tante famiglie, potranno godere dei 780 euro promessi dallo statista di Pomigliano D’arco, unica persona per bene in Italia, che nei fatti concreti, non ha esternato la verità vera sulla legge. Va detto che, per accedere al reddito di cittadinanza occorre presentare il modello ISEE, ovvero il modello che certifica la situazione economica delle famiglie.  Chi ne ha diritto? I soggetti provvisti di cittadinanza italiana, ovviamente, (si legge nel decreto) e –attenzione-, i cittadini provenienti da paesi che hanno sottoscritto accordi bilaterali di sicurezza sociale. Indovinate quali sono questi paesi? In gran parte Romeni, Albanesi, Turchi, Tunisini. Quindi, cari italiani, mettetevi tutti in fila, anche perché in Italia, l’80 % delle persone possiede  una casa e questo fa cadere automaticamente i requisiti per accedere al reddito di cittadinanza. La buona fede degli italiani, ma di tanti ragazzi e dei tanti disoccupati, hanno trasmesso la loro buona fede attraverso l’alto consenso alle elezioni dello scorso 4 marzo 2018, ma bisogna fare attenzione,, perché il reddito di cittadinanza dovrebbe chiamarsi, in realtà, così come strutturato e stipulato, “REDDITO DI IMMIGRANZA”, tanto per intendersi nel concetto reale della messa in scena dei grillini, ovvero i nuovi pugnalatori alla schiena degli italiani. Quindi, dopo aver chiarito il contesto della legge, la stessa è davvero molto pericolosa, in quanto incentiva ancor di più l’immigrazione e raggiungere le nostre coste e sostare nel nostro paese. Un paese, al quale è stato promesso un reddito che ne usufruiranno gli altri e non incentiva il lavoro, nel mentre la stessa manovra costa circa 15 miliardi di euro, che se fossero investiti nelle aziende, le stesse avrebbero prodotto lavoro. I grillini producono invece disoccupazione e stalinismo, tanto da zittire e genuflettere un paese che non riesce ad uscire dalla crisi irreversibile in cui si è tuffato dal dopoguerra in poi. D’altra parte, questa legge, ritengo, che violi gli stessi concetti degli articoli della nostra costituzione. Ma lo ha detto lo statista Giggino Di Maio, e la presa per il culo agli italiani imbelli, è servita. Ve ne accorgerete di questo reddito di cittadinanza, quando noi italiani, andremo sempre più…indietro. E vi rimarremo col consenso anche della Lega.Giovanni Coscia

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.