EDITORIALE

IL FASCISMO DEGLI ANTIFASCISTI di Giovanni Coscia

E’ stata presentata al comune di Battipaglia, in data 7maggio, la petizione di iniziativa popolare per l’integrazione dei principi ispirati ai valori antifascisti. Si è fatto carico di questa iniziativa, il partito di Rifondazione comunista della locale sezione, che ha dedicato alcuni giorni, alla raccolta di firme, sotto gli stand allestiti in via Italia. E’ stata senza dubbio alcuno, una delle maggiori nefandezze perpetrate da una sinistra logora di se stessa, incapace di riconoscere ed ammettere, che i valori ed i concetti di sinistra, altro non sono che il reale e grave pericolo del capitalismo becero e radical chic, che avanza imperterrito, distratto da queste pseudo iniziative, atte ad oscurare una realtà della quale sono i primi portatori, non volendo riconoscere l’errore storico che stanno attuando. Il gravissimo errore, in questa iniziativa, è “l’erramento” fondamentale dell’antifascismo in assenza completa di fascismo. 

Va precisato, a tal proposito, che l’antifascismo in presenza del fascismo, di Gramsci, fu eroico, patriottico ed anti-capitalista. Oggi, al contrario, l’antifascismo diventa una sorta di alibi per parlare sempre e continuamente di altro, rispetto alla contraddizione capitalistica. Quindi, il punto fondamentale del contesto specifico, resta e rimane uno solo: le idee si combattono con le idee e quando si mette fuori legge un’idea, vuol dire che non si ha la forza di combatterle. Quindi, è un sacrosanto riconoscimento della propria sconfitta. Così, le cosiddette idee fasciste o quant’altro, se le si vogliono affrontare, bisogna combatterle con altre idee. Altresì, questo aspetto antifascista, deve ulteriormente considerare che tra i più grandi filosofi del 900 italiano, vi fu quel Giovanni Gentile, ministro dell’istruzione, e che la sua riforma scolastica, è stata da esempio per intere nazioni e generazioni, distrutta, dall’ingresso ingegnoso della riforma Moratti e dal premier comunista Bertinotti, sterminando quel sistema originale, vanto della storia e della cultura italiana. Chi sono quindi i nani odierni dell’antifascismo, per giudicare un Giovanni Gentile e tanti altri, a rappresentare, le leve comuniste, antifasciste, ad autodefinirsi pedagoghi con metodi squadristi, per altro, contro i giganti della cultura occidentale. Va ribadito che l’antifascismo di Gramsci, è possibile definirlo anche eroico, ed anti capitalista. Al contrario, l’antifascismo odierno, di questi somari pedagoghi e squadristi dell’antifascismo è ridicolo e tragicomico, in quanto è essenzialmente l’alibi del cosmopolitismo o l’internazionalismo capitalistico per dirottare l’attenzione su una contraddizione che per fortuna non c’è più e per spostare l’attenzione rispetto alla vera inconciliabilità. In teoria, il manganello che oggi colpisce i giovani di oggi, non è quello del fascismo morto e sepolto dal lontano 1943; ma è quello della economia di mercato; è quello che in Grecia ha creato 700 morti tra i bambini, a causa della fame e riportato da Vice direttore del Corriere della Sera, Fubini.

Questo è in pratica il fascismo odierno, fomentato dalla sinistra radical chic, col Rolex al polso, che pur di nascondere, oscurare, con la tecnica o la strategia della distrazione il vero comunismo che avanza e distrugge i popoli, cerca di creare una sorta di distrazione pur di portare avanti il progetto del futuro decadentismo italiano, culturale. Cosa dicono agli squadristi dell’antifascismo, le forze dell’ordine e la politica di sinistra? Nulla. In quanto sono impegnati a menar le mani, in senso metaforico, contro il fascismo che non c’è più, per accettare serenamente, con “ebete euforia”, l’odierna violenza economica del capitalismo. Questo è ciò verso il quale bisogna combattere. In pratica, si legalizza la violenza antifascista, e dall’altra parte i fascisti non ci sono. Ecco perché il comunismo becero ha la sua militanza occultata nel falso ideologico e politico. Ecco perché il peggior prodotto dell’aborrito fascismo, è l’antifascismo, divenuto cultura di una sinistra non più comunista, ma  liberal-antifascista. E’ questo il vero fascismo. Tutto risiede e ristagna, nella cultura degli antifascisti. Siamo messi davvero male.Giovanni Coscia

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.