EDITORIALE POLITICA

QUESTIONE DI DIGNITÀ Di Enzo Sica

Abbiamo assistito all’uscita dalla giunta Palumbo di due assessori che io definisco l’emblema della nascita di questa Amministrazione Comunale, Teresa Palmieri e Giuseppe Troncone. Quest’ultimo garante di un programma di legalità e di risanamento, fugge via a pochi mesi dall’ incarico, la cara Teresa ad appena alle primissime mosse di una esperienza personale in politica, chiude la porta ed omette ogni forma di commento. Zitti entrambi. In silenzio anche il caro Tonino papà di Teresa, ma anche il vero papà di questa esperienza amministrativa. Imbarazzo e discrezione di fatto trovano oggi una eclatante risposta nella posizione di ben 6 consiglieri comunali che avevano, pure loro, scommesso tutto su una esperienza amministrativa che a loro dire, ha di fatto PRESO IN GIRO TUTTO IL PAESE. Abbiamo ascoltato la loro coraggiosa denuncia ed è arrivata la conferma di quanto , in tanti, avevamo già messo in luce nei mesi passati, beccandoci gli strali offensivi di un primo Cittadino sempre più furioso con chi osa discutere in questo Paese. I rilievi mossi in maniera pubblica da parte dei Consiglieri dissidenti, sono molto, molto gravi e scoperchiano una gestione che ha scavalcato i limiti della legalità. Altro che O col bicchiere, qua in discussione vi sono fatti con valenza penale.
Quindi altri 6 a casa, questa volta sbattendo la porta. C’è da riconoscere non solo coraggio in questa denuncia, ma anche un segnale molto maturo di un modello di comportamento politico non comune.
Dobbiamo sentire ancora altro?
Occorre che accada ancora altro dopo la macedonia del rimpasto fatto al solo scopo di ammanigliarsi ad un potere che oggi mette in ginocchio un Paese intero?
Cavaliere Palumbo, il momento del resoconto delle sue offese alla città di Capaccio Paestum é arrivato. Oggi abbiamo di fatto paura di un governo che si regge su rattoppi trasversali ed inciuci di potere. Abbiamo paura di cosa può accadere al futuro del nostro Paese se questa sua amministrazione macedonia mette mano al Puc con la stessa logica spartitoria che contraddistingue il suo agire quotidiano.
Oggi temiamo per gli ulteriori debiti per la sua gestione dissennata ed il grande tonfo del Linora village, é un esempio eclatante di ciò, per non parlare degli altri sperperi con cui si stanno dilapidando i nostri danari.
Lei caro cavaliere, non paga le tasse nel nostro Comune, noi si, e quanti sacrifici costano i tributi comunali a tanti cittadini, costretti ad assistere alle sue spese scellerate.
Il dissesto finanziario è in arrivo, quello politico è già in atto.
Oggi un Paese deluso le chiede di prendere atto di tutto ciò e di cessare, con le sue dignitose dimissioni, un fallimento politico con cui sta trascinando il destino di questo Paese.
È una questione di rispetto e di dignità. Ci provi.Enzo Sica

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Sergio Vessicchio giornalista dal 1985 attivo per stampa televisiva,carta stampata,siti web,opinionista televisivo,presentatore,conduttore.